C'è una richiesta che parte dal basso, tra gli operatori turistici del Cilento. Che «le autorizzazioni per le modifiche del territorio passino dalla Soprintendenza all'ente Parco». Le parole non cadono nel vuoto. Le raccoglie, durante il meeting annuale di CilentoTurismo.it, Marcello Feola, assessore provinciale ai lavori pubblici, che propone: «un'autorizzazione unica per gli interventi sul territorio con il trasferimento di tutte le competenze in capo al Parco in materia di vincoli paesaggistici, idrogeologici e ambientali». D'accordo il presidente del Parco, Amilcare Troiano: «È un modo di semplificare laddove ci sia una duplicazione delle funzioni». VALLO DELLA LUCANIA Persino il dibattito sull'infelice aeroporto di Pontecagnano è passato in secondo piano quando il presidente Angelo Coda durante il meeting annuale di CilentoTurismo.it ha ipotizzato che « le autorizzazioni per le modifiche del territorio passino dalla Soprintendenza all'ente Parco». Perché è questa la richiesta più diffusa tra gli albergatori del Cilento, quelli che hanno consumato le scarpe prima di poter rifare la piscina o allungare una tettoia :la lotta alla burocrazia. Coda raccoglie la lamentela degli operatori delle 500 strutture che fanno capo all'associazione e mette sul tavolo la proposta. Le parole non cadono nel vuoto. Le raccoglie Marcello Feola, assessore provinciale ai lavori pubblici, che propone «un'autorizzazione unica per gli interventi sul territorio con il trasferimento di tutte le competenze in capo al Parco in materia di vincoli paesaggistici, idrogeologici e ambientali». Insomma, snellire, eliminare le competenze a quattro mani, evitare ai cittadini la via crucis per un parere. L'ente guida sarà solo il Parco e non più la Soprintendenza. E sempre nell'ottica della semplificazione perché non sopprimere anche le comunità montane che ricadono nell'area protetta? Feola annuncia che l'ipotesi diverrà presto una proposta di legge regionale che prevederà «il trasferimento delle risorse e del personale al Parco». Le proposte trovano favorevole Amilcare Troiano, presidente dell'Ente Parco. «È un modo di semplificare laddove ci sia una duplicazione delle funzioni». L'assessore ai lavori pubblici di Palazzo Sant'Agostino interviene anche sul problema delle strade, soprattutto quelle martoriate dalle frane. Un operatore evidenzia «strade disastrose» percorrendo le quali «si rischia la vita». Feola si ribella e punta il dito contro la Regione Campania. «Qui ognuno deve cominciare a fare bene la propria parte. In questi otto mesi di assessorato mi sono stancato di riparare frane e costoni, o di intervenire su strade mangiate dal mare. Da oggi in poi chiuderò le strade. La Regione si prenda le sua responsabilità: a settembre ho inviato un dossier a Palazzo Santa Lucia sui dissesti idrogeologici che intersecano le strade provinciali, ma non è stato fatto niente». E non si poteva parlare di turismo senza toccare il capitolo «fondi». Ad intervenire è il neoconsigliere regionale Luigi Cobellis, eletto nell'Udc e quindi nella compagine di centrodestra ma fino a un anno fa circa iscritto nel Pd. «I fondi destinati al turismo e ai beni culturali sono stati dispersi in mille rivoli - è stato il monito di Cobellis - per questo dobbiamo investire bene le poche risorse disponibili, ragionando come sistema e non per singole aspettative». Il presidente del Parco del Cilento, Troiano, è ottimista. Cita il dato che «da una recente stima di Federparchi risulta che sono più di 340 milioni i visitatori che scelgono le aree protette». Insomma i turisti che potrebbero visitare il territorio del Parco ci sono. In teoria. C'è un ma: «arrivare qui da Napoli - dice Troiano cittadino di Porticiè ancora troppo lontano». Anche Troiano però tira in ballo la Regione Campania. E chiede pubblicamente che fine abbia fatto quel progetto annunciato un anno fa chiamato «Sport Natura e Cultura». «Non si capisce quei soldi se ci stanno e dove stanno». Al tavolo anche Marisa Prearo amministratore dell'Ept di Salerno che interviene sulla questione fondi: «Non abbiamo saputo approfittare dei fondi Por, perdendo la possibilità di dare una collocazione turistica a questo territorio». Poi le proposte e i progetti di promozione turistica. In primis la prima edizione di Cilento Plei Air, presentata proprio mercoledì all'Enit a Roma. «Sarà un raduno di circa 500 camperisti, un evento che vuole valorizzare le aree interne» Al meeting hanno fatto sentire la propria voce anche gli operatori turistici. Come Guido Aniello Fariello che sposta i riflettori su Velia: «Non riceve il necessario supporto promozionale, ma soprattutto dimostra la sua incompiutezza» Perché? «Non arrivano più fondi per nuovi scavi e studi, la strada che conduce a Porta Rosa è chiusa da due anni e i reperti, conservati in un'umida galleria ferroviaria, rischiano di rovinarsi. Infine, è indispensabile un Museo archeologico per destagionalizzare le visite». Interviene anche Francesco Cucco che propone un tavolo tecnico tra imprenditori e amministratori per decidere come «finalizzare l'impiego dei fondi pubblici». E perché non pensare, secondo Giovanni Cammarano, ad un call center che dia ai poveri turisti spaesati informazioni su sentieri e trasporti? Mentre Antonio De Angelis, propone una forchetta tariffaria che consenta di mantenere i prezzi stabili.