Uno striscione di benvenuto nella città di cemento ed un volantinaggio tra gi automobilisti per sensibilizzare contro la cementificazione prevista nel Piano regolatore generale. Il centro studi "Davide contro Golia" ed i Grilli aretusei ieri mattina in strada, proprio sotto le mura dionigiane, per presentare le loro varianti al Prg. E la zona di viale Epipoli, a ridosso di Belvedere, è il luogo simbolo scelto per la protesta da don Rosario Lo Bello e da Andrea La Monica ai quali ha dato man forte anche padre Carlo D'Antoni. «Vogliamo essere - ha spiegato quest'ultimo - il megafono attraverso il quale amplificare la voce di chi, a cominciare da tanti giovani, altrimenti rischierebbe di non averne». Riflettori puntati sul Prg utilizzando, non a caso, la sommità di viale Epipoli, un punto da dove si può godere («ma fino a quando?», hanno detto i manifestanti) di uno straordinario panorama che porta l'occhio a perdersi sin nell'insenatura naturale del porto grande, ma anche uno dei simboli di quel «processo di cementificazione contro il quale tutta la città dovrebbe battersi». Una protesta proprio a ridosso di quel tratto di imponenti mura Dionigiane che si aprono per far lasciare passare il nastro grigio di asfalto e che però restano "immerse" tra rovi, cartacce ed altri rifiuti. «Qui, invece che pensare a nuovi insediamenti edilizi che sfregerebbero, come già accaduto più a valle, il volto di quest'area - ha aggiunto padre Carlo D'Antoni - si dovrebbe pensare a piste ciclabili o percorsi pedonali in grado di attrarre altre fette di turismo. Non possiamo continuare a pensare solo a costruire alberghi e villaggi» Un tema questo del nuovo volto da dare a questo Piano regolatore che le associazioni scese ieri in strada a manifestare - e con loro a testimoniare attenzione ed impegno anche il presidente della commissione consiliare urbanistica Salvo Sorbello e, tra gli altri, il consigliere comunale del Pd Carmen Castelluccio, ed il consigliere di circoscrizione Giovanni Di Lorenzo - sul quale hanno insistito anche Andrea La Monica e don Rosario Lo Bello. «Abbiamo assistito spiegano in un documento diffuso ieri agli automobilisti in transito ad una crescita disomogenea di cemento, di cooperative, di villaggi turistici e di seconde case sulla costa. Oggi quel che serve è un Piano di riqualificazione della città esistente. E invece la Regione continua a finanziare programmi di intervento di edilizia pubblica agevolata o sovvenzionata o di vario genere in qualsiasi parte del territorio si possa costruire, promuovendo il modello abitativo della "villettopoli". «I nostri monumenti continuano i rappresentanti del centro studi "Davide contro Golia" e dei Grilli aretusei , il castello Eurialo, la campagna che li circonda, il contesto vitale entro cui si trovano, ed ancora zone di costa ancora non usate. Tutto ciò può diventare fonte di economia e di lavoro per la nostra città. Il cemento selvaggio distrugge il turismo destagionalizzato perché non offre alternative alla visita dei monumenti più tradizionali. Serve solo alla politica. La nostra proposta scaturisce dalla esigenza improcrastinabile di bloccare l'ulteriore cementificazione di aree che vanno assolutamente tutelate». Secondo Lo Bello e La Monica è erronea «la densità edilizia del Prg che prevede un fabbisogno abitativo di gran lunga superiore alle effettive esigenze che ha come conseguenza una ingiustificata espansione dell'edificato, tralasciando il recupero del patrimonio edilizio esistente, a cominciare dalla borgata Santa Lucia».
SICILIA - Fermare l'avanzata del cemento. Sollecitata l'adozione di varianti al Piano regolatore puntando tutto sulla riqualificazione
I manifestanti, compresi i Grilli aretusei e il don Rosario Lo Bello, hanno organizzato una protesta contro la cementificazione prevista nel Piano regolatore generale (Prg) della città. La protesta si è svolta sotto le mura dionigiane, vicino a viale Epipoli, e ha richiesto un Piano di riqualificazione della città esistente. I manifestanti hanno criticato la Regione per finanziare programmi di intervento di edilizia pubblica agevolata e sovvenzionata, che promuovono il modello abitativo della "villettopoli". Hanno invece proposto di recuperare il patrimonio edilizio esistente, come la borgata Santa Lucia, e di creare piste ciclabili o percorsi pedonali per attrarre il turismo.
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