È questo il rischio a cui andranno incontro i turisti che nella giornata di domani decideranno di fare visita ai siti archeologici della provincia di Napoli. I visitatori, dunque, potrebbero trovare chiusi gli accessi ai siti archeologici di competenza della Soprintendenza di Pompei, vale a dire, oltre agli scavi di Pompei, quelli di Ercolano, Oplonti, Stabia e Museo di Boscoreale. Il motivo? lutto deriva da un'assemblea sindacale indetta dal personale della Cgjl. L'orario dell'assemblea, e quindi la relativa chiusura dei cancelli, è fissata dalle 17,30 alle 19,30. Ma questo, secondo gli "addetti ai lavori", rappresenta un fatto strano. Il motivo? Un accordo sindacale stilato non più di una decina di giorni fa, "congelava" per tatto il periodo estivo scioperi e manifestazioni. Una stretta di mano che riguardava anche la Cgil, che adesso, invece, indice l'assemblea. I disagi, dunque, dopo il "periodo caldo" delle scorie settimane, ritornano. È dello scorso mese, infatti, il susseguirsi di manifestazioni, proteste e chiusure dei cancelli per motivi legati alla vertenza sugli straordinari arretrati dei lavoratori e applicazione del fondo di produttività. La vicenda straordinari, a carico del ministero per i beni e le attività culturali, che ha interessato i lavoratori nelle scorse settimane, riguarda emolumenti dal 1988 al 1996. Per pagarli bisogna prima accertare le singole posizioni dei lavoratori molto diverse tra loro e per questo è stata costituita una commissione: a spiegarlo all'epoca dei fatti fu proprio il direttore amministrativo, Giovanni Lombardi, E a essere interessati dalla vicenda furono anche i custodi degli Scavi. E doveva essere proprio la commissione costituita a dover stabilire le somme dovute in base ai documenti d'ufficio. Il finanziamento per la copertura di questi straordinari è comunque di competenza del Mnistei, anche se la Soprintendenza si è impegnata ad anticipare i vari importi, ovviamente dopo l'autorizzazione del Ministero. Ma la minaccia degli siti archeologici chiusi si fa di nuovo strada. E proprio in quel periodo, con una lettera inoltrata agli oltre 800 dipendenti della Soprintendenza Autonoma di Pompei, il direttore amministrativo Lombardi, lanciò un allarme in vista di cinque giorni di agitazione: «Pur rappresentando gli scavi una attrattiva a livello mondiale - si leggeva nella lettera - è bene ricordare che non è l'unica e pertanto gli operatori turistici potrebbero indirizzare la propria clientela verso altre mete».
POMPEI. Scavi di Pompei, Ercolano, Oplontis Boscoreale chiusi al pubblico.
La Soprintendenza di Pompei ha annunciato che i siti archeologici della provincia di Napoli saranno chiusi il giorno dopo a causa di un'assemblea sindacale indetta dal personale della Cgil. L'assemblea è fissata dalle 17,30 alle 19,30 e potrebbe essere un segno di protesta contro la mancata risoluzione della vertenza sugli straordinari arretrati dei lavoratori. I lavoratori hanno richiesto il pagamento di emolumenti dal 1988 al 1996, ma la commissione costituita per stabilire le somme dovute non ha ancora raggiunto un accordo.
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