Si vogliono tutelare Prusst, Piani particolareggiati, lottizzazioni e i progetti del Ponte Sono diciassette le osservazioni al Piano paesaggistico che il Comune di Messina ha inviato agli organi competenti, la Soprintendenza ai Beni culturali e il dipartimento regionale dei Beni culturali e ambientali. Osservazioni sulle quali si è già innescato uno scontro politico, se vogliamo annunciato, e che vede l'Udc schierato compatto a difesa di un Piano fortemente voluto, tra gli altri, dall'ormai ex vicesindaco Giovanni Ardizzone. Il partito aveva preso posizione nelle settimane scorse chiedendo ufficialmente che qualsiasi osservazione passasse prima da un confronto col consiglio comunale. Il confronto non c'è stato ma le osservazioni ci sono, eccome. E hanno profili di una certa rilevanza, incidendo non poco sulle rigide prescrizioni del Piano. Tredici osservazioni arrivano dall'area coordinamento Urbanistica (tre sono del Risanamento) e portano le firme del dirigente coordinatore, l'ing. Giovanni Caminiti, e dell'assessore al ramo, Giuseppe Corvaja. E devono essere oggetto, è stato sottolineato ieri, a nome di tutto l'Udc, dal consigliere comunale Giuseppe Melazzo, di un confronto politico. Ma c'è di più. Melazzo ha chiesto «che il consiglio comunale prenda posizione e richieda la rimozione del dirigente che ha elaborato osservazioni non condivisibili, l'ing. Caminiti. Alcune sono atti di indirizzo politico, non tecnico. Entro il 5 maggio (termine ultimo per presentare le osservazioni, ndr) il consiglio comunale deve riunirsi alla presenza dell'assessore Corvaja per discutere della questione». Veniamo dunque al motivo del contendere, le osservazioni. Una delle quali Melazzo ha definito «osservazione Stu» in quanto calzerebbe a pennello col piano di riqualificazione urbana immaginato per l'area del Tirone: vi si chiede che vengano «consentiti interventi pubblici o di interesse pubblico anche discostandosi dalle specifiche prescrizioni del paesaggio locale interessato». Discrezionalità piena o quasi, dunque. Attirano polemiche anche altre osservazioni. Quelle che chiedono di aggiungere all'art. 63 del Piano che vengano fatti salvi i pareri già rilasciati da parte della Soprintendenza sui progetti relativi «ai piani particolareggiati di iniziativa pubblica», sui «progetti ricompresi nei Prusst di iniziativa pubblica e privata» e sui progetti relativi «ai piani attuativi di iniziativa privata», i cosiddetti piani di lottizzazione. Le prescrizioni del Piano, infatti, metterebbero particolarmente a rischio i piani particolareggiati di Capo Peloro e Faro Superiore, ma anche buona parte dei Prusst (cavallo di battaglia dell'assessore allo Sviluppo economico Gianfranco Scoglio, che non a caso era stato critico sulla rigidità del Piano paesaggistico) tra cui il mega progetto della Mortelle Tono ed il complesso turistico alberghiero di Pace Grotte. Altra osservazione di peso, rafforzativa rispetto a quella già presentata dalla società Stretto di Messina: tra le infrastrutture esistenti non si è tenuto conto né del progetto del Ponte sullo Stretto né delle opere connesse, si chiede dunque di ovviare a questa mancanza. Stesso ragionamento per il Piano regolatore del Porto. Infine una delle prescrizioni più rilevanti del Piano, quella che tutela la fascia di rispetto di 300 metri dalle aree costiere, secondo Caminiti e Corvaja va rivista. In particolare andrebbe eliminata la parte che non consente «ad esclusione delle zone A e B esistenti, nuove edificazioni in sequenza e con altezze superiori a 2 elevazioni fuori terra». In alternativa si chiede di eliminare solo la parola «esistenti». Perché, come la Variante al Prg vigente insegna, le aree possono diventare edificabili anche quando non lo sono. Cos'è il Piano paesaggistico Il Piano paesaggistico è stato disposto dal dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni culturali e Ambientali ed è stato pubblicato il 23 dicembre scorso all'Albo pretorio del Comune di Messina. Il Piano nasce con lo scopo di «consentire una adeguata tutela e conservazione delle aree di maggior pregio ambientale e paesaggistico e contribuire ad elevare i livelli di sicurezza nel territorio, con la difesa del suolo e concreti programmi di riqualificazione, valorizzazione, ripristino e creazione di paesaggi». Con una lunga osservazione il sindaco Buzzanca e l'assessore Corvaja chiedono di sottoporre il Piano al procedimento di Vas (Valutazione ambientale strategica).
SICILIA - Il Comune al contrattacco sul Piano paesistico
Il Comune di Messina ha inviato 17 osservazioni al Piano paesaggistico, che è stato disposto dal dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni culturali e Ambientali. Le osservazioni sono state inviate dagli organi competenti, tra cui la Soprintendenza ai Beni culturali e il dipartimento regionale dei Beni culturali e ambientali. Le osservazioni hanno profili di rilevanza e incidono sulle rigide prescrizioni del Piano. Tra le osservazioni ci sono quelle che chiedono di aggiungere all'art.
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