Domani sciopero contro il blocco del turnover Il teatro domani protesta contro il decreto Bondi: "Cota laveva promesso, intervenga a Roma" Passa il decreto Bondi sui teatri lirici e anche al Regio si scatena lira dei lavoratori. Sullesempio dellOpera di Roma, di Santa Cecilia, della Scala e del Maggio Fiorentino, anche il teatro torinese scende in sciopero contro il blocco del turnover e "impallina" la prima del "Barbiere di Siviglia", che sarebbe dovuto andare in scena domani. I sindacati chiedono appoggio a Chiamparino, sfidano Cota («Aveva promesso di far sentire a Roma la voce del Piemonte: è il momento di farlo») e annunciano altre agitazioni. E il sovrintendente Vergnano: «Il decreto è un grave danno per noi e una ferita per i lavoratori». Vergnano: "Danno ingiusto per noi e i lavoratori". I sindacati: "Cota intervenga a Roma" «Ci rivolgeremo a Chiamparino e a Cota. Il nuovo presidente della Regione ha promesso, in campagna elettorale, che avrebbe fatto sentire la voce del Piemonte a Roma, bene, è il momento di farlo». Sono sul piede di guerra le rappresentanze sindacati del Teatro Regio, che in seguito alla firma di Napolitano che ha dato il via libera al decreto di riforma degli enti lirici voluto dal ministro Bondi, hanno unitariamente dichiarato sciopero per domani. Salta dunque la "prima" del "Barbiere di Siviglia" di Rossini, nel giorno della visita pastorale di Papa Ratzinger. Una decisione sofferta, maturata dopo ore di assemblea. Un provvedimento, lo sciopero, al quale i lavoratori avevano scelto di non ricorrere più, negli ultimi anni, adottando forme di protesta contro i "tagli" diverse, dalle prove in piazza alle rappresentazioni senza scenografie. Ma ora la crisi è nazionale, sciopera lOpera di Roma, sciopera Santa Cecilia, scioperano la Scala e il Maggio Fiorentino. A Torino la rabbia esplode proprio il Primo Maggio. «Non avremmo voluto penalizzare il pubblico - dice Giulio Arpinati, violoncello dellOrchestra e rappresentante della Cgil - ma questo decreto penalizza i lavoratori in maniera inaccettabile». Blocco delle assunzioni a tempo indeterminato, blocco del turn over, blocco del cinquanta per cento degli integrativi già in atto, blocco del secondo livello di contrattazione, queste in sintesi le nuove norme del decreto Bondi. E ad inasprire la reazione sarebbe lemendamento che esclude la responsabilità dei sovrintendenti. «Tutto il peso della riforma grava sui lavoratori - prosegue Arpinati - quando essi incidono solo per il 52 per cento sui costi di gestione dellente lirico e non per il 70 come ci attribuisce Bondi». «Il blocco delle assunzioni rappresenta un grave danno per il Teatro e una profonda ingiustizia per i lavoratori - commenta il sovrintendente Walter Vergnano da Shanghai, dove si trova in vista della tournée del Regio in Cina - Un recente accordo sindacale prevede infatti numerose assunzioni a tempo indeterminato e spero che nella conversione in legge del decreto ciò sia ancora consentito. Pur ritenendo necessario e urgente un nuovo contratto nazionale, che dia più efficienza ai teatri lirici, non per questo sono daccordo con misure che implichino la riduzione, anche in futuro, della retribuzione dei dipendenti». Quanto al piano di erogazione dei contributi statali, Vergnano osserva: «La programmazione triennale dei contributi erogati dallo Stato è una importante novità, ma non può riguardare solo alcune Fondazioni». Il sovrintendente manifesta un cauto ottimismo rispetto a «correzioni che, migliorandone il contenuto, facciano sì che questo decreto sia il primo passo verso la necessaria riforma degli enti lirici italiani». Mentre le quattro segreterie sindacali di Uilcom-Uil, Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Fiac-Cisal, che si riuniranno lunedì, annunciano altre iniziative di lotta. «La scelta di scioperare è stata presa a malincuore ma condivisa da tutti - spiega Vito Chiarella della Uilcom - E questo è solo linizio. Chiederemo di incontrare al più presto il sindaco Chiamparino, presidente della Fondazione, e il governatore Cota». I sindacati, in attesa di altri scioperi, invitano i cittadini alla mobilitazione.