Lassemblea del Comunale alza la voce Il sovrintendente nega il foyer. I musicisti in piazza: "Tutino e Bondi fuori dalla cultura" Col megafono al posto degli strumenti, con la voce a intonare il «Va pensiero». A fianco degli studenti del Conservatorio e del giovane maestro dellorchestra, Michele Mariotti. E andata in scena sotto il portico del teatro la protesta dei dipendenti del Comunale, a poche ore dalla firma del decreto di riforma da parte del Presidente Napolitano. «Questa assemblea pubblica doveva essere dietro quella porta, più chiusa del solito», spiega Mattia Cipolli, giovane violoncellista in orchestra. I lavoratori, da tre giorni in assemblea permanente, avevano infatti chiesto di tenere la loro iniziativa nel Foyer Respighi, ma ne è stato vietato luso da parte della direzione del teatro che, anzi, ha sprangato con la porta di legno la vetrata che affaccia sulla piazza. Francesco Greco, studente, pianista e aspirante compositore, racconta che in conservatorio hanno organizzato un programma di concerti autogestiti in solidarietà coi colleghi musicisti della fondazione lirica. «E un grande attacco allo spettacolo dal vivo e a ciò che significa, ovvero un momento di piena libertà critica», incalza una veterana del coro, Manuela Rasori, mentre Michele Barbolini di Bartebly, il collettivo degli studenti dellOnda, invita tutti ad occupare la strada, bloccando il traffico con lo striscione che reca la scritta «Tutino e Bondi fuori dalla cultura italiana». Le uniche contestazioni dai giovani accorsi alliniziativa del teatro arrivano per Silvano Conti, della segreteria nazionale della Cgil, che cerca di fare una distinzione tra governi di destra e governi di sinistra. «Non è vero che così fan tutti: quando va al governo la destra cè una accanimento contro la cultura», afferma in un discorso troppo lungo per una piazza non pronta a un comizio. Poi riprende lorgoglio del coro che intona «il teatro siamo noi, siamo noi». E presente anche un rappresentante dei un altro palcoscenico cittadino in crisi, il Duse («da tre anni per noi ogni mese potrebbe essere lultimo», ricorda Fabrizio Del Rio), ma lunico applauso è tutto per il Mariotti. «Bologna allestero è conosciuta anche grazie a voi», sostiene dal megafono il direttore dorchestra. Quindi accenna a una voce che vuole il maestro Claudio Abbado invitato a suonare con la sua Mozart al Comunale. «Siamo tutti felicissimi se Abbado mette piede a teatro, ma siamo ancora più felici se dirigerà il coro e lorchestra di Bologna». Martedì, a livello nazionale, è previsto uno sciopero. Coinvolgerà anche Bologna. Potrebbe essere «un danno per i lavoratori e una complicazione ulteriore della situazione», prende però le distanze il sovrintendente di Bologna Marco Tutino, che ieri ha anche commentato il decreto firmato da Napolitano. «Bisogna vedere se ci metteranno in grado di operare al meglio, senza penalizzare assolutamente le retribuzioni dei lavoratori e la loro stabilità», è stato il suo auspicio. «Comprendo il disagio di lavoratori e dipendenti - ha poi concluso Tutino - perché la forma della decretazione è sempre e comunque brusca e può creare insicurezze e paure».
ENTI LIRICI IN RIVOLTA - BOLOGNA - La protesta va in scena sotto i portici sulle note di "Va pensiero"
A Bologna, un gruppo di musicisti e studenti del Conservatorio si sono riuniti in piazza per protestare contro il decreto di riforma del Comunale, che potrebbe portare a riduzioni dei salari e della stabilità dei lavoratori. I musicisti, che hanno organizzato un programma di concerti autogestiti in solidarietà con i colleghi della fondazione lirica, hanno chiesto di tenere la loro assemblea nel Foyer Respighi, ma la direzione del teatro ha vietato l'uso di questo spazio. I musicisti hanno quindi deciso di tenere la protesta in piazza, con il megafono e la voce di Michele Mariotti, direttore dorchestra del Conservatorio.
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