-------------------------------------------------------------------------------- UNA GRANDE FINESTRA, SERVIZI E PARCHEGGI NEL PROGETTO DELL'ARCHITETTO BRASILIANO Quando, il 28 maggio dello scorso annno, l'architetto Oscar Niemeyer consegnò al presidente della Regione Bassolino il progetto dell'Auditorium di Ravello, anche il più pessimista pensava che entro un paio di anni i lavori sarebbero anche terminati. Invece, non sono mai iniziati. Eppure, quel 28 maggio, in un albergo di Copacabana, a Rio de Janeiro, alla presenza del presidente del Brasile Lula, c'era aria di festa. «Chi lo vede deve rimanere stupito, deve rendersi conto che si trova davanti un qualcosa di unico e speciale», disse Niemeyer illustrando il progetto e disegnando egli stesso, su grandi fogli bianchi, alcuni particolari dell'Auditorium. A Ravello, Niemeyer non era (e non è) mai stato, e al progetto aveva lavorato vedendo e rivedendo dieci, cento volte, le fotografie e i disegni che gli erano stati inviati dall'Italia. «Voglio far risaltare - aveva spiegato a Bassolino e Lula - il contrasto tra la natura e l'edificio. Ho voluto adattare l'edificio alle naturali inclinazioni del terreno perchè la gente, mentre ascolta la musica, possa vedere il mare». L'Auditorium (500 posti, servizi, parcheggi) prevede nel palco una parete rimovibile perchè si possa disporre dell'ambiente in tutta la sua interezza ed è un teatro, aveva spiegato Niemeyer, «differente e unico, così differente e unico che non c'è nulla di comune con gli altri». Per l'Auditorium di Ravello la Regione ha approvato un Pit speciale per accedere ai fondi europei. Ma ora, alla luce della sentenza del Tar, tutto torna in alto mare. E chissà Niemeyer, dal suo studio con vista su Copacabana, cosa starà pensando.