«IL MARGHERITA sarà presto acquisito dal Comune di Bari e non sarà solo un teatro». A rompere ufficialmente il silenzio sull'operazione immobiliare in corso tra l'amministrazione Emiliano e l'agenzia del Demanio è stato Ruggero Martines. Il numero uno della direzione per i Beni culturali della Puglia ha dato per imminente la chiusura della partita: «L'intenzione dei due entiè quella di portarea buon fine questa iniziativa - spiega - la trattativa è bene avviata e sono certo che si concluderà in maniera positiva. Ma in questa fase è necessario avere pazienza». Dopo un primo incontro avvenuto il mese scorso, Comune di Bari e Agenzia del Demanio hanno promesso di rivedersi presto, dopo aver quantificato il valore economico degli immobili coinvolti nell'operazione di permuta. In cambio del teatro Margherita la giunta Emiliano ha offerto ufficialmente allo Stato la ex Centrale del latte e la Cittadella della Cultura, sede della biblioteca e dell'Archivio di Stato. Per il monumento industriale di viale Orazio Flacco il prezzo è stato fissato a 6 milioni e 900mila euro. E' ancora in corso, invece, la valutazione dell'ex Macello e dell'ex Frigorifero comunale, sedi della Cittadella della Cultura. Ma soprattutto, per definire i dettagli economici dell'operazione, il Comune attende che il Demanio comunichi il valore di mercato del teatro sul mare. Se Cittadella e Centrale del latte non saranno valutati una congrua ricompensa per lo Stato, nella trattativa potrebbe rientrare anche l'ex mercato del pesce di piazza del Ferrarese. «In ogni caso per il Comune l'acquisto del Margherita sarà un affare» racconta Ruggero Martines che ha partecipato attivamente alla trattativa tra Palazzo di città e lo Stato. L'ultimo via libera spetterà ai ministeri delle infrastrutture e della Cultura ma pare che l'operazione si vista di buon occhio anche da Roma. La Direzione per i Beni culturali della Puglia ha partecipato attivamente alla trattativa tra Comune e Demanio ma il suo ruolo sarà fondamentale soprattutto per il futuro del Margherita. Il Soprintendente ha già posto i paletti: «Il Margherita non sarà solo un teatro e il Comune dovrà restituirlo al suo vecchio ruolo di centro polifunzionale - spiega Martines - questo edificio fu costruito per ospitare un casinò, un caféchantant e un teatro che all'occorrenza diventava anche una sala da ballo. Con le dovute differenze di epoca, questa poliedricità dovrà rimanere». Con queste parole il sovrintende chiude le porte ai sospetti circolati negli ultimi mesi: Il Margherita non sarà la nuova sede della Lum. «L'università ha manifestato il suo interesse - chiarisce il sovrintendente - ma il progetto è coerente con la destinazione d'uso del teatro: la creazione di un centro culturale polifunzionale». L'ipotesi che circola al Comune è che il Margherita potrebbe essere offerto in concessione ai privati che si accollino le spese per il completamento del restauro. Costo dell'operazione: 18 milioni di euro.