Il Comitato promotore: avrebbe un effetto benefico sul piano economico Era un'occasione, ma l'Ars ha deciso di sprecarla. Salta l'istituzione del Parco dei Peloritani. L'emendamento, presentato e difeso con forza dal deputato messinese Filippo Panarello (che aveva fatto proprie le ragioni del Comitato promotore presieduto dal prof. Giuseppe Giaimi), è stato bocciato durante la maratona d'aula dedicata al bilancio regionale. Le motivazioni addotte riguardano in particolare il presunto mancato coinvolgimento delle comunità locali nell'iter istitutivo. Ma del Parco dei Peloritani si va discutendo dall'inizio degli anni Settanta. La proposta era antecedente a quella dei Parchi istituiti successivamente (Etna, Nebrodi, Parco fluviale dell'Alcantara). Negli ultimi quattro anni il Comitato presieduto da Giaimi ha incontrato decine e decine di amministratori, ha partecipato a un'infinità di incontri e dibattiti pubblici, ha elencato i punti a favore della nascita del Parco, soprattutto dal punto vista economico. Giaimi l'ha sottolineato più volte: «I Peloritani sono già un Parco, sia dal punto di vista fisico sia sotto l'aspetto formale. Nell'area individuata ricadono integralmente ben 9 Siti di interesse comunitario (Sic), una Zona di protezione speciale (Zps), la Riserva naturale di Monte Scuderi, oltre 11 mila ettari di Demanio forestale, una serie di importanti siti archeologici. Tutta la zona, inoltre, risulta sottoposta a vincoli idrogeologici e, in buona parte, anche al vincolo paesaggistico». Ed è qui che si svela la stupidità di chi avversa il Parco: «Non istituirlo ha spiegato il presidente del Comitato promotore significa soggiacere alle limitazioni imposte dalle leggi e dai regolamenti di riferimento, senza sfruttare i vantaggi che un Parco comporta». Insomma, puro e semplice autolesionismo. Non si tratta di dar vita all'ennesimo "carrozzone" lottizzato politicamente (il rischio che gli Enti Parco lo diventino è reale), ma di dare la possibilità al territorio dei Peloritani di darsi un modello coerente di sviluppo sostenibile, di intercettare importanti risorse, di creare una rete imprenditoriale di microaziende operanti nei settori dell'agricoltura biologica, del turismo rurale, della valorizzazione delle biodiversità, della tutela dei beni culturali, paesaggistici e ambientali. Ma a Palermo, così come a Messina, resiste la "lobby" del cemento, così come quella dei cacciatori (e dei bracconieri). Panarello non si dà per vinto: «Nelle prossime settimane presenterò un disegno di legge per l'istituzione del Parco. Certo, se si fosse approvato l'emendamento, i tempi sarebbero stati molto più celeri, così come è accaduto nel 2009 per il Parco dei Sicani». Il deputato del Pd lancia frecciate anche verso alcuni colleghi parlamentari messinesi (dall'on. Nino Beninati al sindaco Buzzanca): «Non si sono certo mobilitati, anzi dire è accaduto l'esatto contrario». E la vera motivazione del "no" è nelle dichiarazioni rilasciate da Beninati all'Ars: «Se tuteliamo tutto l'ambiente, chiudiamo l'attività venatoria, rinunciamo ai 12 milioni di euro incassati per i tesserini». Come si farebbe senza quei soldi...
SICILIA - No al Parco dei Peloritani All'Ars vince la solita "lobby"
Il Comitato promotore per l'istituzione del Parco dei Peloritani ha presentato un emendamento per istituire il Parco, ma è stato bocciato durante la maratona d'aula del bilancio regionale. Il deputato messinese Filippo Panarello ha difeso la proposta e ha affermato che il Parco sarebbe stato un'occasione per il territorio dei Peloritani di sviluppo sostenibile. Il presidente del Comitato promotore, Giuseppe Giaimi, ha sottolineato che il Parco è già un'entità formale e che la sua istituzione sarebbe stata un vantaggio economico. Panarello ha promesso di presentare un nuovo disegno di legge per l'istituzione del Parco nelle prossime settimane.
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