Ischia. Territori vincolati, salvaguardia del paesaggio e abusivismo di necessità restano temi d'attualità, stretti però nella morsa delle demolizioni incombenti sancite dalla Procura. Le ruspe continueranno a intervenire sui manufatti fuorilegge, soprattutto nelle aree turistiche per eccellenza, dalle isole del golfo alla Penisola sorrentina. Ma è possibile evitare il peggio? Scatterà mai l'ora di una tregua per i drammi di centinaia di famiglie? Riprende in questa prospettiva l'iniziativa politica all'interno della maggioranza di governo, anche per puntare a nuove soluzioni legislative che in qualche modo possano alleggerire lo scenario. Le novità - è prevedibile - nei prossimi giorni si inseguiranno, e già si assiste a una ripresa consistente del dibattito a livello nazionale, con evidenti ricadute regionali e locali. «Occorre sospendere gli abbattimenti anche nelle zone sottoposte a vincolo», questa la linea che del resto emerge dalla nota congiunta, diffusa ieri dal gruppo Pdl al Senato, a firma del senatore Vincenzo Fasano, del consigliere regionale Pietro Diodato e del consigliere comunale di Anacapri, Tiberio Brunetti. «Il governo - si legge nel documento - approvando il decreto legge che blocca fino al 30 giugno 2011 gli abbattimenti in Campania, per gli abusi connessi alla prima abitazione realizzati entro il 31 marzo 2003, ha dimostrato grande senso di responsabilità». Ora, però, bisogna terminare l'opera. «Bisogna completare il decreto legge con una norma che possa sospendere gli abbattimenti anche per gli abusi commessi in violazione di vincoli paesaggistici». La fibrillazione è forte, ma le vie d'uscita non sono semplici. «In questi giorni - confermano Fasano, Diodato e Brunetti - stiamo ricevendo numerosissime segnalazioni provenienti in particolare dagli abitanti delle isole del golfo, Capri, Ischia e Procida, e della penisola sorrentina, della costiera amalfitana e di tutte le altre zone della regione Campania sottoposte da anni a rigidissimi vincoli che, a modo di vedere nostro e di eminenti esperti del settore, risultano oramai anacronistici non fotografando più la situazione reale della domanda abitativa. Tali vincoli, infatti, non accompagnati da politiche edilizie valide, hanno finito con il penalizzare quei cittadini che, non riuscendo più a soddisfare le proprie esigenze abitative minime, sono stati talvolta costretti a dover costruire senza tutti i permessi. Alla luce di ciò - concludono i firmatari del documento - stiamo lavorando in strettissima sinergia con esponenti del governo e della maggioranza parlamentare per intervenire quanto prima affinché, al momento del passaggio parlamentare per la conversione in legge del decreto, possa essere risolta tale situazione tutelando anche gli abitanti delle zone sottoposte a vincolo. Dopodiché toccherà al Consiglio regionale promuovere un nuovo e definitivo condono edilizio unito a nuove norme che possano generare un circolo virtuoso che contemperi la tutela ambientale con l'esigenza primaria alla casa dei cittadini campani». ci. cen.