Università, Luiss lancia il master per i "manager della cultura" Roma, 29 apr (Il Velino) - Coniugare le conoscenze d'impresa col mondo del sapere per formare manager della cultura. È l'obiettivo del "Master of art" che la Luiss attiverà a partire dal mese di maggio, avvalendosi come partner del ministero dei Beni culturali. Il Mibac, oltre ad alcune sedi per le lezioni, "fornirà" docenti e componenti del comitato scientifico, selezionati fra sovrintendenti, presidenti di fondazioni e direttori dei musei. E, al termine del corso, anche uno spazio espositivo per una mostra curata dai 40 allievi in una museo di prestigio. "Questo accordo è il segno dell'attenzione del mondo imprenditoriale per il nostro patrimonio culturale", ha detto il ministro Sandro Bondi presentando il master nella sede del Collegio romano, per poi sottolineare la necessità di stringere "un'alleanza fra pubblico e privato, fra capacità manageriali e la cultura". "Oggi l'occupazione non riguarda più solo le figure tradizionali, ma ha tante nuove potenzialità, tutte da esplorare - ha aggiunto il presidente della Luiss, Luca Cordero di Montezemolo -. E siccome la cultura è una risorsa strategica per l'Italia, abbiamo il compito di valorizzarla anche in termini manageriali". Quello sull'arte è il terzo master post-universitario che la Luiss dedica a quello che Montezemolo definisce "il core business del nostro Paese". Finora l'ateneo di Confindustria ne aveva infatti aperto attivato uno sul marketing del turismo e la School of government, inaugurata a febbraio alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Sul filone "creativo", invece, il Master of Art, che sarà diretto dallo scrittore Roberto Cotroneo, andrà ad aggiungersi a quello di scrittura creativa e ad anticiparne (forse) uno sulla musica. Per 12 mesi, i 40 allievi selezionati saranno alle prese con 540 ore di lezione frontali, dal collezionismo ai digital media, dalla redazione di cataloghi d'arte all'impiego delle nuove tecnologie applicate ai beni culturali. Costo: dodicimila euro, cifra "impegnativa ma proporzionata all'impegno", a detta del dg della Luiss Pier Luigi Celli. "Il professionista dell'arte è ancora fossilizzato in poche figure lavorative. Con questo master potremo coordinare due anime: quella manageriale e quella creativa", ha ribadito il dg per la Valorizzazione del Mibac, Mario Resca, primo esempio di uomo d'impresa prestato al mondo della cultura. Ma c'è spazio per figure lavorative in un settore, quello della cultura, che davanti ai tagli progressivi sembra sempre più essere sulla difensiva in Italia? Si direbbe di sì, a giudicare dai dati emersi da una recente indagine realizzata dall'istituto Tagliacarne su commissione di Unioncamere: dal 2001 al 2006 il comparto ha registrato in termini occupazionali una crescita mediamente superiore al totale dell'economia (2,9 contro 1,3 per cento). Una migliore performance confermata anche sotto il profilo del valore aggiunto (4,3 contro 3,5 per cento), con una produzione di ricchezza pari a 167 miliardi, 3,8 milioni di occupati e 900 mila imprese. E se è vero che il patrimonio culturale è l'unico patrimonio non de localizzabile, la concorrenza con gli altri Paesi emergenti si fa sempre più forte. Di qui la necessità di dare un'impronta "imprenditoriale" anche all'offerta culturale, "perché - sottolinea Alain Elkann, consigliere di Bondi e membro del comitato scientifico del master - al giorno d'oggi non è più possibile essere semplicemente un manager o uno studioso".