Un percorso di 650 metri bonificato e recuperato dopo sette anni di lavoro dell'architetto Iori Domani alle 11 aprono ufficialmente al pubblico i sotterranei di Pistoia, la costruzione ipogea visitabile più lunga della Toscana e la prima in Italia interamente accessibile ai disabili non deambulanti e non vedenti (c'è anche un percorso tattile). Il sotterraneo è stato realizzato in parte nel Rinascimento per costruirvi sopra alcune strutture dell'ospedale del Ceppo, coprendo con volte a botte, di mattoni, l'antico corso del torrente Brana (poi Gora di Scornio). Ora del sotterraneo sono stati recuperati e bonificati 1.200 metri, dei quali 650 visitabili subito. Il loggiato quattrocentesco che si affaccia sulla piazza Giovanni XXIII, abbellito dal fregio robbiano che raffigura le sette opere di carità, venne ad esempio costruito, insieme ad altre strutture dell'ospedale, sopra la Gora, coperta per l'occasione in un ennesimo intervento sul canale. Il torrente Brana era stato infatti deviato dal suo alveo originale nel Medioevo, per urbanizzare l'antico Pantano ad est della città, già bonificato in età romana con la deviazione di un altro corso d'acqua, il Diecine. Con questa deviazione medievale il Brana divenne il fossato lungo la seconda cerchia di mura e successivamente, quando furono costruite le mura della terza cerchia, fu ridotto a gora per il servizio idrico all'interno della città col nome di Gora di Scornio. Il recupero dei sotterranei - grazie a sette anni di ricognizioni e mappature dell'arch. Gianluca Iori, responsabile dell'ufficio progetti dell'istituto, che firma il progetto, e all'aiuto di un gruppo di ricercatori dell'Irsa - ha portato alla luce strutture architettoniche dall'età romana al Medioevo, a partire dal ponte romano della via Clodia, che immetteva nell'oppidum Pistoria ora nel punto di raccordo fra il vecchio percorso dell'alveo e la deviazione; poi due ponti medievali, uno dei quali porta su un pilastro l'iscrizione di un livello di guardia delle acque (ne aque eleventur); ci sono anche resti delle mura e di una torre della seconda cinta muraria di Pistoia, i locali macchine per i ritrecini e le ruote idrauliche per gli opifici pistoiesi, compresi un frantoio e un mulino batti ferro, oltre a diverse e interessanti strutture architettoniche risalenti ai secoli XIV-XVI, volte, basamenti. I lavori, del costo di circa 500.000 euro, sono stati finanziati da Comune e Provincia di Pistoia, dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, da Publiacqua, dall'Istituto di ricerche storiche e archeologiche, dall'Asl 3 di Pistoia e dal Cesvot (Centro servizi volontariato Toscana). È poi in fase di avanzata realizzazione il nuovo museo dell'ospedale del Ceppo, nei locali al piano terra del nosocomio, dove saranno esposti i ferri chirurgici usati dal Medioevo in poi, le ceramiche e le maioliche sia medievali che rinascimentali usate nella farmacia dell'ospedale. Il museo è finanziato anche da fondi dell'Unione europea. Informazioni: www.irsapt.it, pistoiasotterraneairsapt.it