Firmato un protocollo d'intesa tra le istituzioni per valorizzare il patrimonio archeologico PRATO. Una rara coppa di vetro turchese risalente al VII secolo a.C. proveniente molto probabilmente dalla Siria, la terra tra il Tigri e l'Eufrate, e un kylix (coppa da vino) a figure rosse, esempio di ceramica attica, attribuita a Douris, grande ceramografo che ha operato ad Atene intorno al 500 a.C. o a qualche esponente della sua scuola. Sono questi i reperti presentati al pubblico nella mostra "I nostri Etruschi, da Gonfienti a Montefortini" allestita a palazzo Buonamici fino al al 31 dicembre. «La scelta è caduta su questi due reperti - spiega Gabriella Poggesi, della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana - perché oltre a rappresentare due aree archeologiche molto importanti, testimoniano come il territorio pratese avesse un ruolo importante nel controllo delle vie commerciali e della conoscenza del mondo allora conosciuto». La presentazione della mostra, che verrà completata da alcuni pannelli illustrativi, è stata anche l'occasione per firmare un protocollo d'intesa volto a valorizzare il patrimonio etrusco. A firmarlo i presidenti delle province di Prato e Firenze, Gestri e Barducci, i sindaci dei comuni di Carmignano e Campi Bisenzio, Cirri e Chini, l'assessore alla cultura di Prato, Anna Beltrame, e il presidente dell'Interporto della Toscana Centrale, Angelo Pezzati. Un protocollo che sottolinea l'interprovincialità del progetto e che impegna tutti i firmatari in un difficile lavoro di promozione e gestione del parco, come sottolinea anche Gestri, presidente della Provincia, scelta come ente coordinatore. «Questo protocollo rappresenta un salto di qualità per il sito archeologico. Permetterà, infatti, la riapertura degli scavi e speriamo porterà anche maggiori finanziamenti e visibilità per la nostra zona». Gli fa eco Beltrame, che sottolinea come «con il protocollo e la valorizzazione degli scavi si aprano nuovi mercati, come quello del turismo, importanti in un momento di crisi come quello che Prato sta vivendo». Dello stesso avviso anche il presidente della provincia di Firenze, per il quale «questa è la strada giusta per riscoprire il territorio ed essere competitivi in modo intelligente anche a livello nazionale». Il sindaco di Campi Bisenzio, da parte sua, non esclude il coinvolgimento di privati per far fronte alle grosse spese che comporterà questo progetto e conferma la collaborazione con la soprintendenza per la realizzazione di una mostra permanente dei reperti di Gonfienti. Doriano Cirri, sindaco di Carmignano, loda la giunta provinciale «per aver velocizzato il procedimento» e annuncia l'intenzione di intitolare il futuro museo di Carmignano a Francesco Nicosiello, operatore della soprintendenza, recentemente scomparso. Angelo Pezzati si dichiara «soddisfatto del protocollo sia come cittadino sia come presidente dell'interporto che ha cercato di supportare la soprintendenza in questo impegno». Presente anche Edoardo Nesi, assessore alla cultura della Provincia, per il quale questo protocollo, oltre a segnare «il passaggio in serie A che garantirà maggiori finanziamenti per Gonfienti e il parco», rappresenta una valida occasione per conoscere la storia di Prato «una città già viva all'epoca della grande repubblica ateniese».