Il Presidente della Repubblica Napolitano non ha firmato il decreto Bondi sulle fondazioni liriche e ha rinviato il testo al ministro con richiesta di chiarimenti. I rappresenti sindacali dei dipendenti del Teatro Comunale, da martedì in assemblea permanente contro il decreto, si riservano di valutare oggi la situazione creatasi con linsperato gesto del capo dello Stato. «È un primo risultato», commenta infatti Beppe Fiorelli, della Cgil. Per domani intanto, i dipendenti del teatro avevano organizzato un primo incontro con gli studenti del Conservatorio e alcuni universitari, per raccontare cosa sta succedendo al mondo della musica in Italia. Poi stanno pensando a concertini da tenere sotto il portico che affaccia su piazza Verdi e forse anche alla possibilità di allestire una tende informativa rivolta a tutta la città. La seconda giornata di assemblea permanente alla fondazione lirica bolognese è cominciata alle otto di ieri mattina. Un presidio di meno di una decina di lavoratori si è sistemato nellanticamera della sovrintendenza, con alcuni professori dorchestra impegnati a suonare il proprio strumento. Così, è stata richiamata la Digos che ha ricordato le regole: occupazione sì, ma limportante è non interrompere le attività in corso. In mattinata, inoltre, la direzione del teatro ha anche fatto togliere gli striscioni di protesta appesi al terrazzo su piazza Verdi.
BOLOGNA - Comunale ancora occupato ma Napolitano non firma
Il Presidente della Repubblica Napolitano non ha firmato il decreto Bondi sulle fondazioni liriche. I rappresenti sindacali dei dipendenti del Teatro Comunale hanno organizzato un'assemblea permanente contro il decreto. I dipendenti del teatro hanno anche organizzato un incontro con gli studenti del Conservatorio e alcuni universitari per raccontare cosa sta succedendo al mondo della musica in Italia. La seconda giornata di assemblea permanente è cominciata alle otto di ieri mattina. La Digos ha ricordato le regole per l'occupazione, mentre la direzione del teatro ha fatto togliere gli striscioni di protesta appesi al terrazzo su piazza Verdi. I dipendenti del teatro stanno pensando a concertini e a una tenda informativa per la città.
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