PISA. Allestita nelle splendide sale di Palazzo Blu a Pisa e in programma fino al prossimo 25 luglio, si inaugura oggi "Lungo il Nilo", la mostra che racconta la straordinaria avventura della spedizione archeologica franco-toscana, voluta dal Granduca Leopoldo II che vide come protagonista, tra il 1828 e il 1829, l'archeologo pisano Ippolito Rosellini. Più di 200 in pezzi in rassegna tra reperti, manoscritti e disegni. Un originale allestimento ha reso il percorso espositivo ancora più suggestivo: sul pavimento delle sale di Palazzo Blu è stato infatti riprodotto il tracciato del Nilo, una linea luminosa blu che, dal delta del fiume, accompagna e introduce alle scoperte archeologiche rinvenute durante la spedizione. Viaggio nei misteri dell'antico Egitto scoperti da Rosellini PISA. Dopo Galileo e Chagall, e in attesa di Miró il prossimo autunno, Palazzo Blu ospita a Pisa un'altra mostra di grande fascino e attrattiva, che promette di richiamare visitatori da tutta Italia: in programma fino al prossimo 25 luglio, si inaugura oggi "Lungo il Nilo". È il racconto attraverso oltre duecento documenti e reperti della spedizione franco-toscana voluta nel 1828-29 dal Granduca di Toscana, Leopoldo II, guidata da Ippolito Rosellini, insigne egittologo dell'università di Pisa, e da Jean-François Champollion, lo studioso che nel 1822 decifrò la Stele di Rosetta. "Protagonista della mostra è il viaggio sull'antico Nilo - ha spiegato Marilina Betró, docente di egittologia nell'ateneo pisano e curatrice dell'esposizione -. I disegni, i reperti e i diari di Rosellini e dei suoi compagni di avventura svelano un Egitto inedito così come si presentò ai loro occhi di esploratori e scienziati a inizio Ottocento". Il suggestivo allestimento della mostra, curato dall'architetto Fiori, è stato studiato per far rivivere ai visitatori le tappe del viaggio compiuto da Rosellini e raccontare la straordinaria esperienza umana vissuta dall'archeologo pisano. "La mostra "Lungo il Nilo" ci fa riscoprire l'antico Egitto attraverso le straordinarie immagini opera dei disegnatori al seguito di Rosellini - ha dichiarato Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Cassa di Pisa -. La Fondazione ha accolto con entusiasmo la proposta di organizzare un'esposizione su Rosellini, allestita già in parte al Cairo un paio di mesi fa. Il tutto è stato possibile grazie alla collaborazione dell'Università, della Primaziale e del Museo Egizio di Firenze, dalle cui biblioteche, archivi e sale provengono i reperti ospitati a Palazzo Blu". Ieri erano presenti anche la professoressa Lucia Tomasi Tongiorgi, delegata del rettore per le attività culturali, Silvia Panichi, assessore comunale alla cultura, e Filippo Zevi, di Giunti Arte Mostre e Musei, che ha curato organizzazione e catalogo della mostra. "Con questa iniziativa si celebra il ricordo di una tradizione di studi egittologici che da Rosellini è arrivata alla prof. Betró, passando per Sergio Donadoni ed Edda Bresciani": ha detto Lucia Tongiorgi. "Si regala a Pisa un evento magnifico, che andrà ad arricchire il ciclo delle grandi esposizioni ospitate con successo in città": ha concluso Panichi. F.F. PERCORSO VIRTUALE L'affascinante Nilo serpeggia con i suoi tesori dentro palazzo Blu PISA. Oltrepassato l'ingresso alla prima sala espositiva, una linea luminosa blu che si snoda sul pavimento accompagna i visitatori alla scoperta dei reperti, dei disegni e dei documenti provenienti dall'antico Egitto, testimoni di uno straordinario viaggio: è il tracciato del Nilo, percorso tra il 1828 e il 1829 dall'archeologo pisano Ippolito Rosellini insieme a Jean-François Champollion, che da Alessandria risalirono il fiume fino ad Abu Simbel e alla Seconda Cateratta, per poi fare una lunga sosta a Tebe. In possesso della chiave preziosa per decifrare i geroglifici - trovata dallo stesso Champollion nel 1822 - lo studioso francese e il giovanissimo professore di Lingue orientali all'Università di Pisa, nel 1828 partono alla volta dell'Egitto, accompagnati da sei francesi e sei toscani. Tra avventure e difficoltà d'ogni tipo, viaggeranno per sedici mesi, riportando un tesoro di annotazioni, scoperte, meravigliosi disegni acquerellati copiati dalle scene rappresentate sulle pareti di tombe e templi, casse di statue, bassorilievi, sarcofagi e oggetti rinvenuti nel corso degli scavi intrapresi in quella terra o acquistati. Il percorso espositivo ricalca alcune delle sue tappe più importanti. In mostra si trovano i disegni e gli acquerelli dei pittori della spedizione, accostati alle note rapide sui taccuini, alle lettere, agli oggetti. Il brano di un diario che narra la scoperta di una tomba intatta nella necropoli tebana è affiancato dagli oggetti stessi di quel ritrovamento, ovvero il corredo della nutrice della figlia del faraone Taharqa. I documenti che registrano le incombenze quotidiane, le liste degli oggetti personali - libri, strumenti scientifici, pennelli e colori ma anche armi - sono accostati ai campioni di piante raccolti dal naturalista della spedizione, Giuseppe Raddi, oltre alla piccola collezione etnografica raccolta in Nubia da Gaetano Rosellini, ingegnere della spedizione e zio di Ippolito, e ai vasi raccolti negli scavi e documentati con precoce e moderna sensibilità archeologica. L'ultima parte della mostra è dedicata al ruolo di Rosellini come padre dell'egittologia italiana.
TOSCANA - PISA - L'Egitto di Rosellini Mostra a Palazzo Blu
La mostra "Lungo il Nilo" è stata inaugurata a Palazzo Blu a Pisa e si terrà fino al 25 luglio. La mostra racconta la spedizione archeologica franco-toscana del 1828-29 guidata da Ippolito Rosellini e Jean-François Champollion. Il percorso espositivo ricalca alcune delle tappe più importanti della spedizione e include reperti, manoscritti e disegni. Il tracciato del Nilo è stato riprodotto sul pavimento delle sale espositive con una linea luminosa blu. La mostra è curata dall'architetto Fiori e include oltre 200 documenti e reperti.
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