I musei di Milano secondo l'Assessore Carrubba: in 5 anni investito per i musei 107 milioni, 14 per le biblioteche e 98 per i teatri. Un rendiconto analitico di quello che è stato fatto e di quanto resta da fare. Salvatore Carrubba, assessore alla Cultura e Musei dal 1997, ha puntato fin dall'inizio su interventi di tipo strutturale, sul rilancio e sul restauro dei musei e dei luoghi culturali di Milano, assai più che sulle mostre e sugli eventi, per restituire a Milano l'identità di città di cultura. Quasi alla metà del suo secondo mandato, è giunto il momento di fare il punto su ciò che si è realizzato e su ciò che invece resta ancora da fare. Assessore Carrubba, che cosa ha fatto Milano per i suoi musei in questi ultimi cinque anni? Proprio in questi giorni stiamo presentando il Museo di Storia Naturale completamente messo a norma, restaurato e ampliato recuperando circa 1.500 metri quadrati nei sottotetti, destinati a depositi e servizi, con un investimento di circa 5 milioni di euro. Apriamo contemporaneamente la Casa museo Boschi-Di Stefano (ndr: cfr. Il Giornale dell'Arte n. 216, dic. '02, p. 49 e questo numero di Vernissage) e al Castello Sforzesco si inaugura il Museo Egizio, destinato fra alcuni anni a trasferirsi all'Ansaldo. Intanto, nel complesso archeologico di corso Magenta stanno avviandosi a conclusione i lavori di ampliamento nella scuola contigua, con il risanamento e la messa a norma di tutti gli spazi, e il restauro della Torre di Ansperto e della torre poligonale (con un impegno di quasi 2,7 milioni). È poi prevista per la primavera la fine dei lavori nel Museo di Milano e nel Museo di Storia Contemporanea di via Sant'Andrea, chiuso da qualche tempo, mentre la Rotonda della Besana è stata riconsegnata in novembre, quando si è aperta la mostra sulla prima Repubblica Italiana (ndr: cfr. n. 215, nov. '02, p. 26). L'impegno più cospicuo di questi anni, tuttavia, è stato il Castello Sforzesco, un immenso cantiere. I lavori procedono secondo i programmi: la parte impiantistica si sta ormai completando; il bookshop (Allemandi) è stato inaugurato ad ottobre; del Museo Egizio si è detto. Sono poi partiti i lavori alla Pinacoteca e alla Biblioteca Trivulziana, ancora in corso. Nel Museo d'Arte Antica alcune sale sono ormai concluse e così è nel Museo dei Mobili. Un rallentamento si è avuto solo per la futura caffetteria, perché sono stati trovati degli affreschi, ora in restauro: a fine anno l'intero complesso sarà di-sponibile, il tutto con un investimento complessivo di circa 22 milioni di euro e senza mai chiudere completamente i musei. Si tratta ora di indire il concorso per l'allesti- mento, escluso quello storico, di Bbpr che rimarrà inalterato. E la Pietà Rondanini? Il progetto è pronto, è il Ministero che deve decidere che fare. Ogni decisione era stata presa in pieno accordo con la Soprintendenza; la fragorosa presa di posizione di Vittorio Sgarbi ha frenato il tutto. Anche la Villa Comunale è chiusa: quando la riavremo? l cantiere si è avviato a novembre e ne prevediamo la conclusione entro febbraio 2004. Dopo il restauro, finanziato per quasi 5 milioni di euro, la Villa Comunale di via Palestro diventerà il Museo dell'Ottocento di Milano. Il giardino è già stato completamente risanato. Ora, dopo il recupero, concluso, di 16 sale monumentali del piano terreno e del primo piano, si pone mano alle poche sale residue, alle facciate, allo scalone, ai serramenti e ai sotterranei per ricavarne dei depositi, sinora inesistenti. Stanno poi partendo importanti lavori di restauro e adeguamento anche al Museo della Scienza e Tecnologica, che non è comunale, ma del quale dobbiamo curare la manutenzione straordinaria: l'impegno per il 2002 è di circa 1,7 milioni e si prevedono altri interventi per 6 milioni. Avevate annunciato il Museo del Novecento nell'Arengario di piazza Duomo. Quello dell'Arengario è l'impegno che considero prioritario per il 2003: in questi giorni viene presentato dall'arch. Italo Rota il progetto esecutivo e dopo la sua approvazione si potrà procedere al finanziamento (di 26 milioni di euro) e all'appalto, che prevediamo avrà luogo entro fine anno. E a che punto è la Città delle Culture all'Ansaldo? Per l'Ansaldo, che ospiterà il Museo Archeologico, il Museo delle Culture Extraeuropee e il Casva (il Centro di alti studi di cultura visiva), il progetto dell'arch. Chipperfield è stato presentato alla fine del 2002. Poiché il costo complessivo previsto è di circa 100 milioni di euro, abbiamo chiesto di dividere i lavori in due lotti distinti, in modo da poterli finanziare successivamente, ma ormai prevediamo di iniziare molto rapidamente. E Palazzo Reale? Il terzo e ultimo lotto di lavori in Palazzo Reale è già completamente finanziato (25 milioni circa, della Fondazione Cariplo), ma è bloccato per un ricorso al Tar della ditta seconda classificata nella gara d'appalto. Non appena si sbloccherà la situazione, siamo pronti a partire. Perché tanto ritardo nel Bovisa Contemporary? L'intero progetto Bovisa, compresa la parte riguardante il Politecnico, è bloccato da tempo: il terreno è intriso di sostanze inquinanti e le opere di bonifica, complici le norme italiane, si sono rivelate molto più complesse del previsto. Siamo però ormai al termine della procedura burocratica e attendiamo solo il via libera da Roma. Nel giro di qualche settimana partirà finalmente la bonifica e poiché l'intervento è finanziato fin dal 1999 (compresi i lavori di innalzamento e allestimento dei due gasometri, il tutto per quasi 11 milioni di euro) prevediamo di poter procedere speditamente: in un paio d'anni il museo dovrebbe essere pronto. Resta però il caso di Jean-Hubert Martin, chiamato due anni fa come curatore di Bovisa Contemporary (cfr. n. 195, gen. '01, p. 1) e rimasto sinora inattivo. In attesa che sia pronto il nuovo museo, Jean-Hubert Martin avvia a fine febbraio il suo programma di mostre al Pac (cfr. questo numero di Vernissage, p. 21), in collaborazione con Lione e Düsseldorf (ndr: dove Martin è direttore del Museum Kunst Palast): una sorta di anticipazione della sua futura attività al museo, di cui resterà il curatore, anche se ci sarà pure un responsabile locale. È importante infatti che un museo nasca con un'«anima», con un curatore e un progetto riconoscibile e Martin ha mostrato di aver preso molto a cuore il suo impegno con Milano. Che ne è della Beic, la grande Biblioteca europea? Il Comune ha fatto la sua parte, mettendo a disposizione l'area dell'ex-scalo di Porta Vittoria ed effettuando il concorso di progettazione vinto da BollesWilson e Alterstudio. Ora tocca al Ministero: il ministro Urbani (come anche il presidente del Consiglio Berlusconi) ha riconfermato di recente l'interesse per l'iniziativa, e la Finanziaria 2003 prevede specifici finanziamenti. Ne dovranno seguire altri, trattandosi di un investimento di 200-250 milioni di euro. Milano in passato ha visto emigrare molte collezioni private verso musei di altre città. Che cosa state facendo al riguardo? Il nostro impegno e i nostri investimenti stanno dando i loro frutti: ci sono almeno quattro importanti collezionisti privati in contatto con noi per vendere o donare le loro raccolte. Quali altre città, del resto, si sono impegnate in un restauro poderoso come quello del Castello Sforzesco (e senza mai chiudere i musei)? Quali hanno realizzato in 27 mesi un teatro lirico come l'Arcimboldi, che è il più grande d'Europa? Abbiamo progettato, finanziato e realizzato tutte queste opere, con un impegno finanziario, dal 1997 al 2002, di 107,28 milioni di euro per i musei, 13,7 per le biblioteche e 98 per i teatri. I tagli hanno riguardato la sola attività corrente: sono dell'opinione che una città senza grandi progetti non possa essere una città culturale.