Comunale occupato, cartellone a rischio Squilli di rivolta al Comunale tutti in assemblea permanente Teatro Comunale in assemblea permanente. Con la programmazione a rischio fino a giugno. A turno i lavoratori occuperanno, da mattina a sera, il teatro. Parte da Bologna la protesta contro il decreto di riforma degli enti lirici, perché è a Bologna che si trova Tutino, sovrintendente del Comunale ma anche presidente dellassociazione delle fondazioni lirico-sinfoniche italiane. Azione dimostrativa per dare un "segnale" a Tutino, secondo i sindacati tra gli ispiratori della riforma Teatro Comunale in assemblea permanente. Con la programmazione a rischio fino a giugno. A turno i lavoratori occuperanno, da mattina a sera, il teatro. Parte da Bologna la protesta contro il decreto di riforma degli enti lirici, perchè è a Bologna che si trova Tutino, sovrintendente del Comunale ma anche presidente dellassociazione delle fondazioni lirico-sinfoniche italiane. È lui, dicono i sindacati, ad essere tra gli ispiratori della riforma. «Liniziativa di oggi è unazione dimostrativa per dare un segnale a Tutino», sostengono infatti unanimemente le sigle. «La strategia di fare passare per responsabilità del Sovrintendente Marco Tutino un decreto legge firmato dal Ministro Bondi è totalmente illogica», sostiene in serata una nota della direzione del Teatro. Il 19 aprile scorso il coordinamento sindacale nazionale aveva deciso per lo sciopero ad oltranza in tutti i teatri. Da cominciare una volta arrivata la firma del Presidente della Repubblica. Napolitano non ha ancora firmato, ma la protesta dei lavoratori bolognesi è già partita e mette a rischio gli ultimi due appuntamenti della stagione: "Carmen", al debutto l11 maggio, ed "Edgar" in cartellone a giugno. Il decreto è arrivato a sorpresa nei giorni scorsi, stralciando la questione delle fondazioni liriche dal disegno di legge (bipartisan) per la riforma dello spettacolo dal vivo. Due i cardini della proposta: subordinare la contrattazione aziendale a quella nazionale e dare autonomia gestionale ad alcune istituzioni. «Questo decreto uccide la lirica e i teatri in Italia - sostiene Beppe Fiorelli della Cgil - Il blocco dellattività darà al pubblico un assaggio di cosa vorrà dire fare senza». A preoccupare particolarmente i sindacati bolognesi è il possibile blocco del turn over nei prossimi tre anni, in un teatro come quello cittadino dove già lorganico è all85. E dei giorni scorsi, poi, lallarme del sovrintendente Tutino che, tabella ministeriale alla mano, ha rilevato come gli enti locali diano a Bologna molti meno finanziamenti di quanto ne ricevano teatri analoghi in altre regioni. «Ci sorprende che oggi Tutino si lamenti di questo fatto - sottolinea Enrico Baldotto della Fials - Non lo sapeva dal 2006? In questo modo, di fatto, passa la patata bollente al commissario Cancellieri». La decisione di rimanere in assemblea permanente, continua poi la nota della fondazione lirica, «non è una sorpresa». «Il fatto che si contesti con azioni così dure» un decreto legge non ancora firmato «la dice lunga su quanto sia pretestuoso questo tipo di manifestazioni», è la conclusione della direzione, pur ribadendo che manterrà aperta «ogni forma di dialogo e di confronto per le materie che sono di propria competenza». (f. p.)
BOLOGNA - Parte da Bologna la protesta contro il decreto Bondi sugli enti lirici
Il Teatro Comunale di Bologna è stato occupato dai lavoratori, che hanno deciso di rimanere in assemblea permanente fino a quando non venga firmato il decreto di riforma degli enti lirici. La riforma, che prevede la subordinazione della contrattazione aziendale a quella nazionale e la creazione di fondazioni liriche, è stata criticata dai sindacati, che sostengono che ucciderà la lirica e i teatri in Italia. I lavoratori hanno anche contestato il sovrintendente Marco Tutino, che è stato accusato di essere uno degli ispiratori della riforma. La protesta mette a rischio gli ultimi due appuntamenti della stagione del teatro, "Carmen" e "Edgar".
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