La richiesta è stata rivolta alla famiglia Messeni Nemagna che a sua volta lha girata alla Fondazione Si tratta dei fondi stanziati dalla Protezione civile e di quelli della legge per lesproprio Il ministero per i Beni culturali vuole 20 milioni di euro dalla proprietà privata del Teatro Petruzzelli. I Messeni Nemagna, però, ritengono che il conto vada presentato alla fondazione lirico-sinfonica. Lultimo scontro a colpi di carta bollata si combatte sul ring della class action, lazione popolare promossa da due avvocati baresi, Francesco Carlucci e Luigi Paccione, per dimostrare lavvenuta decadenza della proprietà privata. In vista delludienza del 17 maggio davanti al giudice monocratico Michele Prencipe, il ministero per i Beni culturali si è costituito in giudizio, sostenendo di fatto di condividere lazione popolare e auspicandone laccoglimento. Se il ricorso dei due legali baresi non fosse accolto - rilevano i legali del dicastero di via del Collegio Romano - la proprietà privata del teatro dovrà pagare un "conticino" di 20 milioni di euro. In pratica, si tratta dei 12 milioni di fondi della Protezione civile, oltre che degli 8 milioni fatti inserire nella legge di esproprio, poi dichiarata incostituzionale, dallallora ministro degli Esteri, Massimo DAlema. I Messeni Nemagna, ovviamente, rigettano la richiesta. E attraverso il loro legale, lavvocato Ascanio Amenduni, che ieri mattina ha depositato in tribunale la propria memoria difensiva, fanno sapere che, se mai ci dovrà essere un esborso di denaro di quella entità, il conto non potrà che essere presentato alla fondazione lirico-sinfonica. «Lo Stato - spiega Amenduni - ha stanziato fondi in più tranche per ricostruire il teatro. Si trattava di un obbligo assunto con la firma del protocollo dintesa del 21 novembre 2002, in base al quale la proprietà privata aveva il diritto di riavere limmobile ricostruito a spese e cura della fondazione. In questa vicenda si insiste ancora sulla presunta nullità del protocollo dintesa. La verità è però che dopo lesproprio quellaccordo è tornato pienamente in vigore, come hanno stabilito del resto due sentenze della magistratura». La difesa della proprietà privata respinge poi qualsiasi responsabilità sullaumento dei costi della ricostruzione. «Più volte - osserva - abbiamo invitato la direzione dei lavori a non andare oltre le opere previste nel progetto. Se i costi sono lievitati bisogna rivolgersi altrove e non a noi: la proprietà privata ha diritto soltanto al teatro ricostruito. Né si può sostenere, come fa lAvvocatura dello Stato, che gli enti pubblici, in quanto possessori dellimmobile avrebbero diritto ad unindennità per le migliorie apportate. In questo caso, infatti, non cera possesso, ma soltanto detenzione: tutte le opere effettuate sono state realizzate per conto del Comune. A pagare, quindi, deve essere la fondazione lirico-sinfonica, così come stabilito espressamente nel protocollo dintesa».