Scontro tra Comune e costruttori del parcheggio sotto la Darsena. La società che aveva in appalto i lavori a cui lamministrazione ha revocato la concessione, non restituirà larea a Palazzo Marino questa mattina, come chiesto dai tecnici. In attesa di ricorrere al Consiglio di Stato dopo la bocciatura del Tar della Lombardia, che la scorsa settimana ha dato ragione al Comune, la Darsena Spa pretende una serie di garanzie scritte per «evitare qualunque contenzioso futuro», spiegano i soci. La zona, diventata una discarica, è ancora in mano ai privati. Il Comune venerdì scorso aveva mandato alla società una diffida per ottenere la restituzione delle chiavi e per poter iniziare oggi i lavori di riqualificazione. Ma i tre soci ieri sera hanno inviato un fax in cui chiedono garanzie scritte prima di far entrare lamministrazione nel cantiere. «Abbiamo tutta lintenzione di restituire larea al Comune - spiega Stefano Martarelli, uno dei soci - , ma prima bisogna risolvere alcuni problemi di carattere tecnico-giuridico. A oggi infatti la responsabilità della conservazione dei reperti archeologici è ancora in mano nostra, così come è intestata a noi la bolletta dellirrigazione e così via. Insomma, il passaggio va fatto bene, con tutti i documenti necessari. Inoltre chiediamo che venga svolta una visita in contraddittorio allinterno del cantiere per verificare lo stato dellarea di consegna, in modo da non avere contestazioni future». Sopralluogo che era stato fissato proprio per questa mattina e che, di conseguenza, dovrà slittare. Questioni tecniche che potrebbero essere risolte in pochi giorni, come si augura lassessore ai Lavori Pubblici Bruno Simini, o scaturire in una battaglia a carte bollate che ritarderebbero la riconsegna del porto milanese che il Comune vuole restituire alla città entro lestate. Anche perché in vista cè il ricorso al Consiglio di Stato. «Aspettiamo le motivazioni della sentenza del Tar e poi decideremo modalità e tempo per il ricorso al grado successivo» concludono gli imprenditori.