PANZA, IL COLLEZIONISTA CHE SCOPRÌ ROTHKO Era un gentiluomo minimalista, allantica come le radici della sua famiglia, modernissimo nelle scelte culturali, elegante, riservato e un po snob come i quadri monocromi dipinti dagli amati artisti americani che campeggiano alle pareti di Villa Panza, la sua casa museo della vita alta sulla collina di Biumo (Varese), donata nel 1996 al Fai. Qui oggi è allestita la camera ardente del conte Giuseppe Panza di Biumo, uno dei più grandi (e intelligenti) collezionisti darte contemporanea al mondo, morto venerdì notte in una clinica milanese. Aveva 87 anni. Nato a Milano nel 1923, borghese di sangue blu, laureato in giurisprudenza, il suo pacifico destino da solido professionista aveva subito una svolta quando, trentunenne, volato negli Stati Uniti per studiare economia, aveva scoperto la prepotente novità della giovane arte astratta americana, se nera innamorato e aveva cambiato direzione e vocazione. I galleristi di New York e di Los Angeles lo chiamavano "Mister 1000 dollari", la cifra massima che Panza era disposto a pagare per un artista allesordio. In quarantanni, era arrivato ad acquistare oltre 2500 opere. La sua passione erano gli americani, di varia tendenza, comunque astratti: espressionisti per cominciare, poi concettuali, ambientali, e minimalisti. Con sicuro fiuto da talent scout, scommise su nomi pressoché sconosciuti che oggi valgono milioni: Mark Rotcho, Sol Lewitt, Dan Flavin (convocato da oltre oceano a Varese per accendere con una calda installazione luminosa a colori una della stanze della villa), Brune Nauman, Richard Serra. Come tutti i grandi collezionisti, Panza coltivò con tenacia (e non senza difficoltà, in Italia) la generosa ambizione di rendere pubblico il suo tesoro, che oggi arricchisce alcuni dei più importanti musei del mondo: destinò 150 opere al Moca di Los Angeles, 350 al Guggenheim di New York, 200 al Cantonale di Lugano, 39 allHirshhom di Washington. In Italia, dove parti delle sue collezioni sono conservate al Mart di Rovereto e al Palazzo Ducale di Sassuolo, il gesto più prezioso fu la donazione, condivisa con la moglie e i cinque figli, della sua villa al Fai (il Fondo per lAmbiente Italiano), che lha aperta al pubblico nel 2000. Qui Panza ha lasciato, nelle superbe sale della dimora tardobarocca ristrutturata per lui nel dopoguerra dallarchitetto Piero Portaluppi, 150 opere darte contemporanea che dialogano, in felice contrasto storico ed estetico, con arredi depoca e oggetti darte africana. La camera ardente è aperta oggi a Villa Panza di Biumo dalle 10 alle 19. I funerali saranno celebrati domani alle 11 nella chiesa di San Giorgio a Biumo Superiore.
MILANO - Giuseppe Panza di Biumo. Morto a 87 anni: donò la sua villa-museo al Fai
Il conte Giuseppe Panza di Biumo, un noto collezionista d'arte contemporanea, è morto all'età di 87 anni. Era un uomo di grande cultura e eleganza, che aveva cambiato la sua vita e la sua vocazione negli anni '50, quando aveva scoperto la giovane arte astratta americana. Panza era noto per il suo fiuto da talent scout e aveva acquistato oltre 2500 opere d'arte, tra cui opere di artisti come Mark Rothko, Sol Lewitt e Dan Flavin. Ha lasciato una donazione importante al Fai, un'istituzione ambientalista, donando la sua villa e una parte delle sue collezioni.
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