Aveva 87 anni, domani la camera ardente nella villa di Varese Un viaggio in America alletà di 31 anni, organizzato per studiare economia, gli aveva fatto scoprire larte contemporanea, della quale sarebbe diventato uno dei più grandi collezionisti al mondo. Giuseppe Panza di Biumo, morto ieri a 87 anni (era nato a Milano nel 1923) aveva scelto e acquistato, con il fiuto del talent scout e la sensibilità del mecenate, centinaia di opere di giovani artisti destinati ai libri di storia. Gli piacevano soprattutto gli astrattisti, nelle loro diverse declinazioni: espressionisti, minimalisti, ambientali, concettuali, da Mark Rothko a Dan Flavin, da Jean Fautrier a Richard Serra. Come tutti i veri collezionisti, a un certo punto della sua vita aveva deciso di destinare il suo prezioso tesoro privato alla fruizione del grande pubblico, avviando così (non senza difficoltà e incomprensioni, specialmente in Italia) una generosa sequenza di donazioni ad alcuni dei più importanti musei del mondo, tra cui il Moca di Los Angeles (150 opere), il Guggenheim di New York (altre 150), il Cantonale di Lugano (200). Nel 1996, condivisa con la moglie Giovanna e i cinque figli, la scelta di donare al Fai (il Fondo per lambiente italiano) la villa di famiglia a Biumo, sulla collina di Varese, aperta al pubblico nel 2000. Una bella dimora barocca (ristrutturata nel dopoguerra per i Panza dallarchitetto Portaluppi) circondata da un magnifico giardino e ricca di arredi depoca e raccolte darte africana e precolombiana, oltre che di 150 opere darte contemporanea. Proprio qui a Villa Panza di Biumo sarà allestita la camera ardente, domani dalle 10 alle 19. I funerali saranno celebrati martedì alle 11 nella chiesa di San Giorgio a Biumo Superiore. (a. bes.)