Il convegno che si è tenuto al museo archeologico su Kamarina «Apprendo dalla stampa - scrive in una nota l'assessore ai Lavori pubblici, Giovanni Avola - che il porto di Scoglitti sarebbe il vero killer di Kamarina e che ad affermarlo sarei stato io. Tengo a precisare di non aver fatto una simile affermazione. Del resto anche gli illustri relatori che mi hanno preceduto negli interventi hanno dichiarato che i motivi del cedimento del promontorio sono attribuibili in parte al porto, ma anche ad altri fenomeni, come la mancata regimentazione delle acque piovane, che negli ultimi anni sono state rovinose non solo per Kamarina ma per l'intero territorio, e l'esistenza della strada che divide in due il parco di Kamarina, arteria che andrebbe eliminata. Il professor Giovanni Randazzo, geologo dell'Università di Messina, ha pure spiegato che il promontorio insiste su una falesia argillosa, che nel tempo ha ceduto, vuoi per l'azione del mare, vuoi per l'infiltrazione delle acque piovane. I cedimenti laterali, che nulla hanno a che vedere con l'azione del mare, sono stati di notevole entità, tanto da modificare il corso del fiume Ippari. Il titolo del resoconto del convegno su Kamarina è sicuramente di grande effetto, ma che non rispecchia quanto è stato affermato da me e dagli altri relatori del convegno e quanto, peraltro, correttamente riportato dall'estensore di tale articolo». Prendiamo atto delle dichiarazioni dell'assessore Avola, ma vogliamo solo osservare che lui stesso ripete adesso che «i motivi del cedimento del promontorio sono attribuibili anche al porto» e che i contenuti dell'articolo in questioni sono corretti e di consenguenza non può non essere corretto il titolo che è stato estrapolato correttamente dall'articolo. R. D.