Le improvvise dimissioni del presidente Fazzini, anticipate ieri da La Nazione, aprono la crisi nella società L'assessore Siliani chiede aiuto ai privati. «Un tavolo per individuare investitori» L'assessore Simone Siliani alza le mani. All'inizio del suo secondo mandato è costretto ad ammettere che da sola l'amministrazione comunale non ce la fa. Non ce la fa a gestire una politica culturale degna di tale nome. E non ce la fa soprattutto a sostenere e programmare un'atti vita espositiva, indispensabile per una città che vive di turismo come Firenze. L'ammissione, di fatto, arriva con la lettera di dimissioni di Marcello Fazzini da presidente di Firenze Mostre, nominato al posto di Franco Camarlinghi non più tardi di tre mesi fa. E di fronte alla resa di un professionista del calibro di Fazzini, Siliani annuncia la convocazione di un tavolo ad hoc con operatori del settore e rappresentanti delle categorie economiche, per affrontare tutti insieme il capitolo mostre. «Nei mesi scorsi è stato evidenziato che l'attività espositiva è un elemento strategico e centrale anche per lo sviluppo economico della nostra città, con un dibattito che ha coinvolto non solo gli esperti e gli operatori delle mostre ma anche le categorie economiche. Ebbene -annuncia Siliani -, convocheremo un tavolo con tutti questi soggetti per definire quali siano le strategie più indicate e anche dove e quali risorse devono essere impiegate per ottenere successi paragonabili a quello riscosso dalla recente mostra di Botticelli». L'esposiszione da poco chiusa a Palazzo Strozzi ha dimostrato come gli eventi culturali siano un ottimo elemento per catturare quel turismo estero - ma anche nazionale - che altrimenti rischia di scegliere altre mete. Che ormai non sono più le grandi capitali, con le quasi forse Firenze non può più com-petere, ma anche città di provincia, delle dimensioni di Mantova, Ferrara, Treviso, Torino, Perugia. Intanto, per il 2005 non è in calendario alcuna grande mostra-evento del livello di «Botticelli e Filippino» . Forse anche per questo l'assessore alla cultura cerca di correre ai ripari col vertice di settembre: «E' impensabile, soprattutto in una situazione in cui i bilanci degli enti locali sono falcidiati dalle manovre del governo - continua Siliani -, immaginare una strategia espositiva all'altezza di Firenze realizzata senza il concorso di risorse pubbliche e private. Si tratta di una prassi comune in molte città europee ma purtroppo, ad oggi, a Firenze dobbiamo registrare un ben scarso investimento di risorse private in questo settore così rilevante». Siliani spera che il vento possa cambiare, visto che sta crescendo la consapevolezza dell'importanza del legame tra cultura e sviluppo economico, che dovrrebbe portare a una nuova e più diretta disponibilità degli operatori economici a investire nel settore. Detto ciò, resta comunque il problema di Firenze Mostre: «II presidente Fazzini è un professionista esperto e in questi mesi ha dato un contributo importante alla comprensione delle problematiche in cui versa Firenze Mostre - ha detto Siliani - Ma, evidentemente, ritiene che non vi siano le condizioni per andare avanti nella gestione della società. Tuttavia, nei prossimi giorni verificherò con il presidente Fazzini la possibilità di proseguire nel nostro rapporto, finora utile e costruttivo». Per quanto riguarda le motivazioni della decisione di Fazzini, Siliani ribadisce che non c'è stato alcun conflitto. E ciò nonostante la ben nota divergenza di vedute sul Forte Belvedere e sul suo 'utilizzo come sede espositiva, uno degli elementi che sembra proprio alla base della rottura con Fazzini.
Un deficit troppo alto - Firenze Mostre si arrende
L'assessore alla cultura Siliani ha annunciato la convocazione di un tavolo ad hoc per affrontare la crisi della società Firenze Mostre, dopo le dimissioni del presidente Marcello Fazzini. Siliani ha ammesso che l'amministrazione comunale non ce la fa a gestire una politica culturale degna di Firenze e a sostenere un'attività espositiva. Ha convocato un tavolo con operatori del settore e rappresentanti delle categorie economiche per definire le strategie per ottenere successi paragonabili a quello riscosso dalla recente mostra di Botticelli.
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