«In 4 anni tanti progetti bloccati, va avanti solo Giusti?» L'idea di concedere alla Giusti per l'edilizia il via libera per costruire un piano in più del parcheggio sotterraneo che sorgerà nell'area ex Breda est non piace per nulla ad Alessandro Capecchi, capogruppo di An in consiglio comunale. Nei giorni scorsi l'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni ha confermato a "Il Tirreno" che l'idea è all'esame degli uffici: se i riscontri saranno positivi, la convenzione tra Comune e Giusti srl potrà venir modificata. Il piano in più consentirebbe di avere a disposizione almeno altri 200 posti auto nella zona sud della città, dove i parcheggi scarseggiano, soprattutto da quando sono stati aperti i cantieri nell'area. «Ma non si può pensare di modificare con tanta facilità quella convenzione - sottolinea Capecchi - se non altro perché il testo firmato nel 2007 parlava di 834 posti auto che Giusti doveva realizzare. Perché adesso si parla solo di 600, cui dovrebbero aggiungersi quelli nuovi? Prima di modificare, chiedo che la giunta ci fornisca una relazione dettagliata sui lavori in corso nell'area ex Breda e sul rispetto della convenzione esistente da parte di Giusti». Se la soluzione "piano in più" a Capecchi non piace, il capogruppo di An non nega che il problema parcheggi ci sia, anzi. «Sono quattro anni - precisa - che in città non si realizza un posto auto in più. I progetti ci sono, ma sono stati tutti stoppati: da quello di piazza Garibaldi alla ristrutturazione del Lingottino, da quello di piazza della Resistenza a quello di via degli Armeni, all'ex mercato ortofrutticolo. Per non parlare del centro storico, dove i lavori in corso si mangiano continuamente parcheggi. Ovvio poi che i posti auto manchino. Anche perché dove si è intervenuti, come nella zona ex Breda ovest, la dotazione di parcheggi è palesamente insufficiente e gli stessi vigili urbani devono cercarsi sui marciapiedi gli spazi per parcheggiare. E in questa situazione di emergenza l'unico che finirebbe per lavorare sarebbe il solito Giusti. Questo è inaccettabile».