L'autore e interprete Renzo Boldrini indica la strada «Sopravviverà soltanto con spettacoli di qualità» Davanti alla novella dello stento, nell'ironia fucecchiese, il nuovo Teatro Pacini. Qualcuno, presso un capitello in piazza Montanelli, criticava ad alta voce l'incompiuto, di cui però è già stata annunciata l'apertura. Ma a una considerazione «cosa ci vuoi fare, con un auditorium comunale da 200 posti?», Renzo Boldrini, autore e interprete di teatro, direttore della compagnia di teatro-ragazzi Giallo Mare minimal teatro di Empoli, non ci sta. «Se teatro piccolo non vuol dire spettacolini, nel senso della qualità - osserva - avrà pubblico e futuro». E per parlar chiaro, aggiunge: «Se costerà un sacco di soldi, avrà vita breve. Se, invece, attrarrà risorse, allora darà soddisfazioni culturali». Guarda l'immobile dall'esterno, tutt'altro che bello, ma lo vede con altri occhi. «Come fucecchiese sono orgoglioso che finalmente in una città importante per la cultura si torni ad avere uno spazio teatrale anche come punto d'aggregazione, oltre a quelli già esistenti». Poi riflette a voce alta. «I teatri piccoli, o teatri particolari come questo nascente, hanno bisogno di trovare un proprio modello d'identità. Per esempio, come direttore del teatro Verdi a Santa Croce sull'Arno fin dall'anno della sua riapertura nel 1988, sono riuscito a portare sul palcoscenico anche Dario Fo, l'anno del premio Nobel, con un monologo e con Franca Rame. Un piccolo spazio può anche, e qualche volta deve fare, cioè ospitare, grandi eventi. Deve produrre semi culturali per la comunità». A quale prezzo? Il pubblico quanto dovrà pagare il biglietto? «Si può pensare, anziché a un pubblico, a più pubblici. Si deve fare nel teatro anche programmazione del teatro di ricerca, del teatro delle famiglie e della scuola. E magari invece di concentrare tutte le risorse in 2-3 grandi exploit, pianificare che la struttura deve stare aperta un tot di tempo, che abbia una gestione sostenibile. E questo nuovo teatro a Fucecchio non deve fare concorrenza alle altre sale vicine, deve fare sistema insieme». In sostanza, Boldrini fa un esempio con dati incontrovertibili. «Ogni anno il teatro Verdi di Santa Croce, da 300 posti, mette a sedere circa 10mila spettatori. Il conto è presto fatto: i nove spettacoli di prosa hanno in media 250 spettatori, più una sessantina di spettacoli per i ragazzi delle scuole e per le famiglie, in stretta collaborazione con i comuni del Valdarno, compreso Fucecchio. Ciò perché il Verdi ha saputo costituire una relazione da circa 25 anni, una rete con il Baule dei Sogni, che è la prima rete teatrale ufficializzata da un protocollo d'intesa tra gli enti a livello regionale». Quanto alla qualità degli spettacoli, fa nomi e cognomi. «Sono passati in questa ventina d'anni attori che, se fossero una squadra di calcio, si direbbe non giocavano ancora in serie A: Crozza, che oggi tutti conoscono in televisione, è passato con l'Archivolto nel 1992; poi è tornato. Paolini è venuto per la prima volta a fare uno spettacolo per le scuole medie, con il teatro ragazzi». Mostra una specie d'elenco telefonico del teatro Verdi: soltanto i nomi più conosciuti arrivano a 202. Conclude, con professionalità: «In Toscana, dalla metà degli anni Ottanta - quando la Regione decise, tramite fondi comunitari europei, di fare una diffusa riapertura degli edifici teatrali - sono stati aperti 220 teatri piccoli. Che presto saranno 221, con quello di Fucecchio». Se non faranno prima San Miniato e Castelfranco. Luciano Gianfranceschi
FUCECCHIO. Il teatro Pacini dovrà trovare la propria identità
Renzo Boldrini, autore e interprete di teatro, ha espresso la sua opinione sull'apertura del nuovo teatro Pacini a Fucecchio. Secondo lui, il teatro piccolo non vuol dire spettacolini, ma piuttosto avrà pubblico e futuro se sarà di qualità. Ha anche sottolineato l'importanza di trovare un proprio modello d'identità per i teatri piccoli e di produrre semi culturali per la comunità. Ha fatto un esempio con i dati del teatro Verdi di Santa Croce, che mette a sedere circa 10mila spettatori ogni anno. Ha anche menzionato la rete teatrale ufficializzata da un protocollo d'intesa tra gli enti a livello regionale.
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