Non conforta rilevare che lo scontro all'interno del Pdl sembra incentrato soprattutto su incarichi, poltrone e candidature. Solo ora, come vediamo accanto, qualcuno comincia timidamente a entrare nelle questioni reali e a chiedere a sindaco e giunta modifiche in scelte ritenute non adeguate o non opportune. Qualche critica in più arriva dal centrosinistra, che però offre raramente concrete alternative. In ogni caso anche il centrosinistra pare concentrato soprattutto nella guerra interna per le candidature, accentuata dopo lo smacco dell'esclusione di rappresentanti lucchesi nella giunta regionale. Il risultato del voto delle amministrative, che non sembra proprio premiare i due principali partiti e indica invece il boom di forze sostanzialmente sconosciute sul territorio come Italia dei Valori e Lega Nord, pare già archiviato come se niente fosse accaduto. Quel voto indica invece inquietudine nei cittadini, stanchi di assistere alle guerre di gruppi di potere sempre più autoreferenziali, quando ci sarebbe bisogno di avere programmi certi e soluzioni rapide per i problemi reali in un momento in cui la crisi non consente rinvii. A tutti gli amministratori della cosa pubblica, di maggioranza e opposizione, chiediamo di nuovo risposte ad alcune questioni da affrontare con la massima urgenza. 1) È possibile fare finta di niente quando l'associazione dei costruttori edili (Ance) lancia un grido di allarme e un appello per evitare che le aziende chiudano e i lavoratori vengano mandati a casa? È normale che si protragga la paralisi nel rilascio delle concessioni edilizie nell'attesa di una variante urbanistica che non arriva mai? Non c'è proprio niente da fare per invertire una tendenza che ha fatto crollare del 61,5 in un anno (dati Ance) i cantieri delle opere pubbliche? È tollerabile che mentre si continua a consentire l'ulteriore cementificazione del territorio nonostante i clamorosi sforamenti, nulla si preveda in concreto per incentivare e favorire il recupero e il riuso del patrimonio edilizio? 2) È l'aumento delle tasse e delle tariffe l'unica soluzione per fare fronte ad una situazione di bilancio pesante? Non sarebbe opportuno tentare ad esempio - come era stato promesso in campagna elettorale - di ridurre davvero spese superflue e sprechi, cominciando con l'abbattimento dei costi della politica? Non è possibile individuare percorsi per far rendere tutte le aziende partecipate, verificando al contempo la congruità degli emolumenti e la competenza dei componenti dei consigli di amministrazione? Perché, su questo tema, non si discute in consiglio comunale? 3) Dato ormai per scontato che nessuno dubiti più dell'importanza del turismo nell'economia cittadina, cosa si aspetta a risolvere una volta per tutte la questione della fruibilità della casa natale di Puccini? Il Comune fa mutui per tanti interventi: è proprio impossibile pensare di utilizzare questa strada per comprare l'immobile di corte S. Lorenzo pagandolo a rate, senza gravare più di tanto sui bilanci annuali? E cosa fa il Comune (e non solo) per dare comunque al turista la percezione che questa è la città di Puccini? Che fine hanno fatto gli impegni per continuare nelle proposte di valorizzazione - a partire dall'itinerario dei luoghi del maestro - della figura, della storia e delle opere del grande compositore? 4) Rimaniamo nel campo del turismo: tutti sono d'accordo sulla necessità del biglietto unico dei musei (che hanno da tempo quasi tutte le altre città d'arte) che consenta di visitare le mostre curate da Comune, Soprintendenza, Opera del Duomo, Opera delle Mura, permettendo al tempo stesso un giro delle ville storiche. Sarebbe una carta vincente, ma nessuno si vuol prendere la briga di provare a coordinare gli sforzi: troppo alto il rischio di un flop. C'è qualche coraggioso disposto a provare nell'interesse della città?