Milano, il presidente si commuove. E la folla applaude Il capo dello Stato al Teatro alla Scala per celebrare lanniversario della Liberazione Fu molto amato, ma non gli abbiamo saputo dedicare un luogo di memorie che lo celebri, come avviene negli Usa per i grandi uomini ANDREA MONTANARI MILANO - Al teatro alla Scala, nel pomeriggio si è commosso più volte, come quando con la voce rotta dal pianto ha ricordato Sandro Pertini: «È stato un onore per lItalia averlo come presidente della Repubblica. Un vero peccato che in Italia perfino a lui che è stato così amato in vita non sia stato dedicato nemmeno un memorial come quelli che in grandi paesi democratici onorano i rappresentanti della loro storia». Al mattino, durante lesecuzione allAuditorium di Milano del «Canto Sospeso» di Luigi Nono eseguito dallorchestra Verdi, ascoltando alcuni brani delle lettere inviati ai famigliari dei condannati a morte per la Resistenza prima di essere fucilati. «Una celebrazione meravigliosa». La giornata milanese del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per partecipare alle celebrazioni ufficiali dellAnpi per il 65 anniversario del 25 aprile è trascorsa così. Tra commozione, ricordi e lascolto dei lavoratori vittime della crisi come i dipendenti della ex Eutelia o quelli della Scala preoccupati per le conseguenze del decreto del governo sulle fondazioni lirico-sinfoniche. Anche durante il suo discorso gli hanno urlato da dietro le quinte del teatro: «Non firmare». Ovunque, il capo dello stato è stato accolto da applausi. A cominciare da quello degli studenti che lo hanno accolto al suo arrivo. Fino a quelli ripetuti del premier Silvio Berlusconi anchegli presente alla cerimonia. Stessa accoglienza nel pomeriggio alla Scala. Accolto dallorchestra che ha eseguito in suo onore linno di Mameli diretto, per loccasione, da Daniel Barenboim. La sua lezione «sulla festa della Liberazione che deve trasformarsi in festa della riunificazione» ha conquistato tutti. A cominciare dal premier Silvio Berlusconi che lo ha applaudito ripetutamente durante il suo intervento. Un discorso che ha toccato il cuore. Come quando ha ricordato Sandro Pertini. «Fu un combattente instancabile, senza eguali per slancio, audacia e generosità. Lomaggio che ora gli rendo, anche con forte sentimento personale per il rapporto che ci fu tra di noi, vorrei però che fosse incitamento e auspicio, per un nuovo deciso impegno istituzionale, educativo, culturale diretto a far conoscere e meditare vicende collettive ed esempi persona che danno senso e dignità al nostro esser italiani». Poi è tornato a ricordare limportanza del valore dellunità nazionale per superare i problemi del paese. «È giusto che si concepisca anche la celebrazione dellanniversario della Liberazione al di là degli steccati. Per superare il campo delle divisioni e incomprensioni a lungo protrattesi sulla scelta e sul valore della Resistenza per ritrovarci in una comune consapevolezza storica della sua eredità più condivisa e duratura. Questa potrebbe essere una presenza importante di quel libero lungimirante confronto e di quello sforzo di raccoglimento unitario di cui il Paese ha bisogno». Un messaggio che i milanesi sembrano aver capito vista laccoglienza che hanno riservato al Capo dello Stato. Dopo la cerimonia alla Scala, per Napolitano cè stato il tempo anche per lungo colloquio con il sindaco di Milano Letizia Moratti, il sovrintendente della Scala Stéhpane Lissner e il presidente della Provincia Guido Podestà. Il presidente della Repubblica è stato, tra laltro, invitato al concerto che il 4 giugno segnerà il ritorno alla Scala di Claudio Abbado dopo 24 anni di assenza dal teatro di cui è stato direttore musicale.