Le modifiche al testo non basteranno a spegnere la protesta A più di una settimana di distanza dal varo del consiglio dei ministri, non è ancora arrivata la firma del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sotto il decreto legge sulle fondazioni lirico-sinfoniche voluto dal ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi. La firma potrebbe arrivare domani o martedì. Nel frattempo il testo del decreto è già stato in parte modificato e limato fino allultimo negli uffici di Palazzo Chigi e dei diversi ministeri coinvolti. Modifiche che non sembrano sufficienti a fermare la protesta dei lavoratori, che ieri a Milano hanno approfittato della presenza del Capo dello Stato, per consegnargli una lettera in cui spiegano le loro perplessità e gli chiedono di non firmare. Lalternativa, annunciano i sindacati, saranno scioperi e occupazione dei teatri, che dovrebbero venire fuori a catena a partire dalla data di promulgazione del decreto. Una dichiarazione di guerra che vale per Milano, ma anche per Roma, dove i lavoratori del Teatro dellOpera si sono allineati con il coordinamento nazionale. E vale a Firenze, tra le città più bollenti, dove i lavoratori hanno votato a maggioranza la possibilità di scioperare il 29 aprile, facendo saltare la prima del Maggio. Anche al Carlo Felice i sindacati autonomi hanno già annunciato volantinaggi, cortei, concerti pubblici per sensibilizzare le istituzioni e i genovesi. A far discutere è il provvedimento - che Pd e sindacati ritengono anche incostituzionale - ma qualche malumore lo hanno provocato i conti delle Fondazioni, resi pubblici on line qualche giorno fa da Bondi per sottolineare la crisi del settore. Lattesa rimane comunque per il decreto. Articolato in 7 punti, non dovrebbe comprendere più almeno per ora lautonomia per il Teatro alla Scala di Milano e lAccademia di Santa Cecilia di Roma, argomento delle polemiche più infuocate. Rimangono invece tutte le disposizioni per il riordino del settore (comprese quelle per lImaie istituto dei previdenza degli artisti) letà pensionabile dei ballerini ai 45 anni detà, le procedure per arrivare ad un contratto nazionale di lavoro del settore in tempi brevi.
GENOVA - In attesa della firma del presidente Giorgio Napolitano. E i sindacati avvertono "Non vi daremo tregua"
Il decreto legge sulle fondazioni lirico-sinfoniche, voluto dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, non è ancora stato firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La firma potrebbe arrivare domani o martedì. I lavoratori del settore hanno iniziato a protestare, con scioperi e occupazione dei teatri, a partire dalla data di promulgazione del decreto. I sindacati hanno annunciato volantinaggi, cortei e concerti pubblici per sensibilizzare le istituzioni e i genovesi. Il provvedimento è stato criticato per la sua incostituzionalità e per la mancanza di autonomia per alcuni teatri.
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