Cortei e accuse: "Il decreto è un caos, un condono promesso solo per i voti" Un corteo paralizza lisola. "Promesso un condono elettorale" Gli abusivi in rivolta "Una legge per Ischia" Ischia si sente esclusa dal decreto legge varato venerdì, essendo sottoposta a vincoli paesaggistici. Un corteo ha paralizzato lisola. «Fu promesso un condono in periodo elettorale, in realtà favorisce Giugliano e Afragola dove ledilizia abusiva è gestita dalla camorra. Noi abbiamo votato, i boss hanno vinto». Ischia con 30 mila abusi da sanare sollecita «una legge speciale». FORIO DISCHIA - Il sabato nero di Ischia comincia con una buona notizia. Un "Sì" occupa tutta la prima pagina del quotidiano "Il Golfo", esaurito in unora. Il secondo titolo è insieme un urlo e un sospiro. «Il decreto salva anche noi», segue uno sciame di punti esclamativi. Tutto poggia sulla tesi di un avvocato. Secondo Bruno Molinaro va esteso a tutti i Comuni di Ischia il decreto legge varato venerdì, può quindi fermare le demolizioni e sanare gli abusi commessi prima di marzo 2003. Rassicurante anche il senatore Carlo Sarro, primo dei 17 promotori del decreto: «A Ischia bisogna garantire ai cittadini che con notevoli sacrifici hanno realizzato le loro abitazioni la possibilità di regolarizzarle». Se lo dice lui. Parte alle 10 il corteo di protesta. Non aspetta neanche la delegazione dei Monti Lattari, altra area esclusa, avendo vincoli paesaggistici. È la prima nube sullottimismo del mattino. Lautocolonna copre a velocità ridotta i 36 km dellisola, bloccando il traffico. Giuseppe Trani coordina, Luigi Pisani diffonde lallarme. È il presidente di "Per la casa di Ischia e Procida". Conducente di linea, con la fretta di chi deve correre a guidare il bus 13, ma con lucidità Pisani spiega: «Non solo siamo contro la Lega e Calderoli che hanno messo dei paletti al decreto. Un notaio esperto, Antonio Arturo, non solo mette in discussione la possibilità di applicare il decreto per gli abusi prima del 2003, ma tutto quello che è avvenuto prima. Si parla si violazioni urbanistiche e quelle sono state sanate, certo. Si scopre oggi però che cerano i vincoli paesaggisti, non rispettati o non sanati. È vero? Sarebbe una catastrofe per Ischia, si rimettono in gioco trentanni di edilizia e l80 per cento delle costruzioni nellisola. Non si può distinguere poi tra prima casa ed altre, né tra una casa e un negozio perché le attività sono escluse. Se non cè la licenza edilizia, non cè agibilità. Gli avvocati che cosa ci hanno raccontato finora? Dobbiamo pagare di nuovo e rifare le pratiche? Questo decreto non ci risolleva, è linizio di un incubo. Occorre una legge speciale per Ischia. Chiara. Chiarissima». Franco Regine è il sindaco del Pd a Forio, specialista otorino del Cardarelli di Napoli. Il suo Comune conta 9mila abusi da sanare, 2mila prima del 2003, gli altri relativi ai due condoni precedenti. Il notaio Antonio Arturo è irreperibile, il suo parere intanto corre da un comune allaltro. Conferma Regine: «Mi ha telefonato a ora di pranzo. Anche a me ha detto che linterpretazione non sembra affatto favorevole. Io aspetto di leggere meglio il decreto, per ora posso dire che ha creato solo confusione. Ho tenuto un tavolo permanente, e ringrazio il prefetto Pansa. Sono in linea con la Procura e il magistrato Aldo De Chiara. Che posso fare di più? Organizzare subito un convegno a Forio, invitando i migliori giuristi dItalia. Un summit di alto profilo: politici ed esperti. Il Pdl ha strombazzato lannuncio del condono, e ora scopriamo che non vale per Ischia. Mi sorprende anche Domenico De Siano, supervotato per la Regione. Finora si sta distruggendo limmagine di Ischia. Diventa la cartolina dellillegalità. Abbiamo 40mila posti letto e viviamo di turismo. Chi verrà più, se in Italia pensano che questo sia lemblema del disastro ambientale?» Domenico De Siano, da 10 anni sindaco di Lacco Ameno, ora vicesindaco, consigliere regionale Pdl. Prende tempo. «Aspettiamo il decreto». Il suo staff sostiene che un cavillo nel decreto è stato già trovato, e salverà Ischia. De Siano è più concreto. «Aspettiamo per Ischia. Rilevo intanto che il sindaco Vincenzo Nespoli di Afragola, senatore del mio partito, fa confusione. Un conto è Afragola, un altro l80 per cento della Campania sottoposto a vincoli». I vincoli possono essere paesaggistici, idrogeologici, demaniali. Riprende De Siano: «Va bene per Afragola, ma non ha risolto il problema questo decreto». Domenico Savio, presidente del Partito comunista marxisista leninista, rimane arroccato nella sua sede di Forio. «Bisogna difendere ledilizia di necessità. Va salvata la casa, se prima e unica, alle famiglie lavoratrici». Conta trentamila abusi da sanare nellisola. Ma sulle cifre, prevale lo sconforto. La delusione. Che evolve in accuse. La più frequente: «Questo decreto va bene solo in zone come Giugliano e Afragola, dove ledilizia abusiva è gestita dalla camorra». Facile lequazione di Ischia. «Noi abbiamo votato, i boss hanno vinto».