Riqualificazione da un milione di euro: nella chiesa oltre alla musica, convegni, mostre e performance La prima volta che entrarono nel convento di Santa Caterina da Siena a Cariati era il deserto: tre suore non al di sotto delle 85 primavere erano le uniche anime di quello spazio fatiscente. E poi siringhe sul sagrato, porte murate e la chiesa di marmi rossi saccheggiata. Di quello che era stato il belledificio verticale quasi in bilico sui Quartieri, dalla fine del Cinquecento conservatorio per le figlie dei soldati spagnoli, poi clausura per le monache, non restava traccia se non nelletà delle pietre. Era il 1996: Federica Castaldo, storica del teatro, propose ad Antonio Florio e al musicologo Dinko Fabris di fondare un Centro di musica antica sul modello dellomonimo polo di Versailles. Con laiuto di Marco Rossi, oggi presidente del Centro, si impegnarono a cambiare prospettiva. Sono passati 15 anni. Lidea di un gruppo di "pazzi" che voleva fare musica di nicchia è oggi una nuova fondazione di diritto privato. Il Barocco, da follia elitaria, è diventato un marchio di qualità quasi popolare per mostre, Maggio dei monumenti, programmi del San Carlo. Grazie anche al lavoro della Pietà de Turchini i nomi di compositori come Leo, Provenzale, Pergolesi, per il pubblico napoletano sono meno sconosciuti di tre lustri fa. Il biglietto per i concerti - che tra gli habituè, nonostante la zona a rischio, ebbe anche il procuratore Cordova - costa sempre 10 euro. Il Centro non è una torre davorio. Un finanziamento al 50 per cento con il Comune su progetto di Riccardo Dalisi ha riqualificato lintero asse a ridosso di Cariati. Promotore il Centro di musica antica, si è concluso il restauro della facciata della chiesa di Mario Gioffredo, il "Vitruvio napoletano", impreziosita dagli affreschi di Fischetti e De Mura. Una riqualificazione da un milione di euro, stanziati dal Mibac e dalla Regione con la Compagnia di San Paolo, la Fondazione del Monte Paschi di Siena e Arcus. «Tredici anni per contribuire a creare un distretto culturale», spiega Marco Rossi, mostrando il restauro dei locali sopra la chiesa, dove ci sono gli uffici, i camerini degli artisti, i bagni "invisibili" progettati dal giovane architetto tedesco Klaus Schuwerk (ora sta costruendo un museo di arte contemporanea a Oslo). I vicini di casa sono la Fondazione Mondragone e Suor Orsola Benincasa. Produzioni musicali, dischi, collaborazioni con i circuiti europei del barocco che hanno proiettato unimmagine della Napoli colta, invece che "noir". In questo tempo la Pietà de Turchini è stata anche "conservatorio" per i ragazzi a rischio grazie al progetto del regista Lino Nocerino, scomparso prematuramente. Dalla chiesa - che ha recuperato anche due tondi in marmo con santi di Fanzago, rubati, e funziona ancora da formidabile e sontuoso teatrino - si accede a una tipica vanella dei palazzi napoletani costruiti a ridosso di terrapieni, e si sale ai piani superiori. La bellezza dei colori e delle forme diventerà un libro con le fotografie di Sergio Riccio. «Continueremo le stagioni musicali - annunciano i "Turchini" - ma faremo anche convegni, pubblicazioni, e apriremo a mostre e performance».
NAPOLI - Pietà de Turchini, nuovo look per il laboratorio del barocco
Il convento di Santa Caterina da Siena a Cariati è stato riqualificato con un investimento di un milione di euro. Il progetto, finanziato dal Mibac, dalla Regione e da altre fondazioni, ha portato alla creazione di un Centro di musica antica e alla riapertura della chiesa come teatrino. Il centro, fondato da Antonio Florio e Dinko Fabris, ha promosso la musica barocca e ha contribuito a creare un distretto culturale. La chiesa è stata restaurata e adibita a spazi per gli artisti e gli uffici. Il progetto ha anche portato alla creazione di un "conservatorio" per i ragazzi a rischio grazie al progetto del regista Lino Nocerino.
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