«Siamo vicini alla presentazione dell'Expo 2015: è una delle tante occasioni per dimostrare che siamo diventati migliori» di Non sentivamo la mancanza dell'ennesima polemica per il solito progetto che viene accantonato dall'amministrazione, ma nel caso del «bosco urbano» la vicenda assume i caratteri intermedi tra la farsa e il romanzo poliziesco, che impongono una riflessione. L'architetto Renzo Piano ha fatto una proposta che l'amministrazione ha recepito immediatamente almeno apparentemente, salvo poi sommergerla di difficoltà burocratiche, procedurali, insomma la solita zuppa. Il coinvolgimento di Abbado che aveva posto «forse ironicamente» questa condizione per il suo agognato ritorno alla Scala ha creato ulteriore fibrillazione. Ora in questo processo molto rumoroso di semplificazione metodologica viene meno l'analisi del carattere simbolico della proposta. Piano sapeva perfettamente che il centro rappresentava (e rappresenta) il luogo dove l'identità dello spazio pubblico aveva la necessità di una forte azione ambientale, e dunque le diverse prospettive arboree sarebbero potute diventare un vero progetto urbano, quasi un'architettura naturale contemporanea. Ecco il vero «stile sussurrato» del progettista capace di modificare la percezione estetica della città e del suo immutabile centro storico-monumentale, dolcemente, attraverso una semplice cornice ambientale. Ma questa idea disattesa da più parti sembrava destinata al museo delle architetture di carta, sembrava, perché a sorpresa lo sponsor è spuntato. Era solo un problema di soldi o non avevamo il coraggio di dire a Piano: grazie ma il tuo progetto non ci piace. Oppure quegli schizzi servivano come trappola per far tornare a Milano Abbado? Naturalmente sono solo congetture che non hanno nessun fondamento e sono sicuro che alla fine della solita fiction, il sindaco riuscirà a fare questo regalo alla città. Siamo vicini alla presentazione del progetto Expo 2015: una delle tante occasioni per dimostrare che siamo diventati migliori. Signora Moratti, la prego, non facciamoci del male.