«Non era meglio pensare di inquadrare la richiesta di Abbado in una strategia urbanistica?» Quando Abbado fece la sua curiosa proposta di ritornare a dirigere alla Scala contro l'impegno a mettere a dimora 90 mila alberi, restai allibito! Perché 90 mila e non 80 oppure 100 mila? Pensavo che una richiesta numericamente così precisa fosse accompagnata da una suddivisione in conifere, latifoglie e dei relativi dati botanici. Quando poi vidi Piano, accompagnato da un gruppo di persone, ispezionare alcuni luoghi storici nella città progettati nell'800 e consolidati nella vita della nostra città ebbi la sensazione della superficiale accettazione di una singolare richiesta che gioca sul generico ambientalismo mediatico. Purtroppo quando le città sviluppano disordinatamente densità edilizie abnormi tendono a farsi perdonare coprendo i sottosuoli realizzati nelle aree libere con ipocrite invenzioni di giardini pensili o costellando i grattacieli con artificiose balconate fiorite. Non c'è niente di più triste che vedere alberi che soffrono. Le città moderne hanno esigenze precise di infrastrutture e sottoservizi che sono il risultato di una ricerca di efficienza per rispondere alle esigenze dell'uomo moderno. I danni creati e in continuo divenire, a causa di alberature poste in maniera dissennata senza pensare a queste reti sotterranee che permettono a una città di vivere, si possono constatare in numerose vie e viali di Milano. Non era meglio pensare di inquadrare la richiesta di Abbado in una strategia urbanistica prevedendo in determinati quartieri in via di formazione spazi idonei per accogliere tutto il verde richiesto dal Maestro? Se volessimo tradurre in euro il problema scopriremmo che, in base a un costo medio per alberi di alto fusto di medio sviluppo messi a dimora pari a 200 euro, la richiesta di Abbado sarebbe di 18 milioni di euro. La vicenda sta suscitando fondati interrogativi e mi chiedo se l'iniziativa, intesa a soddisfare il maestro Abbado, non sia un cortese, ma per la città gravemente oneroso, ossequio ad un grande direttore di orchestra. Tutta l'organizzazione che ha risvolti urbanistici e finanziari di rilievo è stata inquadrata in una regolare delibera?
Milano, alberi di Abbado. Le piante? Un alibi per mettere a tacere la coscienza verde
Un dirigente della Scala ha proposto di piantare 90.000 alberi in città, ma non è chiaro come questi alberi saranno piantati e gestiti. La richiesta è stata vista come un esempio di "ambientalismo mediatico" e non è stata chiarita come questi alberi saranno integrati nella pianificazione urbanistica della città. La città ha già problemi di infrastrutture e sottoservizi, e la piantagione di alberi potrebbe creare ulteriori problemi. La richiesta ha anche costi significativi, stimati a 18 milioni di euro. La vicenda ha sollevato fondati interrogativi sulla sostenibilità della richiesta e sulla sua congruenza con le esigenze della città.
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