«I lavori in mare hanno smosso fanghi tossici» LIVORNO. «Giù le mani dal nostro orizzonte». E' questa la frase di uno striscione portato orgogliosamente da alcuni bambini durante il corteo dello scorso 20 marzo contro la costruzione del rigassificatore Olt. Ed è proprio ai più piccoli che è indirizzata la manifestazione, organizzata dal Comitato contro i rigassificatori Livorno Pisa Rosignano e intitolata "Festa della liberazione del mare", che si terrà domani dalle ore 11 alle ore 18, sulla spiaggia del Calambrone all'altezza della foce dello Scolmatore. Una protesta con paletta e secchiello. "Per l'iniziativa di domenica abbiamo scelto Calambrone e Tirrenia perché sono attualmente le zone più a rischio per la sicurezza ambientale legata al rigassificatore. I 5 delfini spiaggiati a marzo, all'indomani dell'inizio dei lavori, ne sono un esempio" spiega Massimo Maggini del comitato. Ma la cosa che preoccupa maggiormente il Comitato è il fatto che, da un'analisi effettuata da Greenpeace nel 2000 sul fondo marino antistante il porto di Livorno risultano essere depositati fanghi contenenti pericolosi composti organostannici - come il Tbt - che, stando ad un rapporto della Comunità Europea, «possono avere effetti cancerogeni e neurotossici sulla fauna ittica e di conseguenza, a lungo termine, anche sull'uomo». Questi fanghi, risultato dei dragaggi del porto risalenti agli anni '90, furono smaltiti in mare ed oggi sono smossi dai lavori di messa in posa del rigassificatore - che inoltre, essendo galleggiante, continuerà a smuovere il fondale con le sue ancore anche in futuro. "Ci aspetteremmo che il sindaco chiedesse all'Arpat delle analisi accurate, con lo scopo di prevenire e salvaguardare la salute pubblica, e invece niente. Inoltre c'è la beffa del parco protetto della Meloria, dove i diportisti e i bagnanti non possono andare, ma si può costruire un mostro ecologico e mettere a rischio il santuario dei cetacei. E' assurdo inoltre - continua Enrico Pompeo - che la Commissione internazionale per la sicurezza della Regione Toscana sia stata sospesa nel novembre 2009 perché Olt non aveva ancora presentato il piano di sicurezza per l'impianto in questione. Ci sono molte cose che non tornano e che la città deve sapere".