Libreria Treves, è arrivato il vincolo - provvisorio - della Sovrintendenza. Una lettera firmata dal sovrintendente architetto Enrico Guglielmo in data tre agosto, comunica a tutti gli interessati che per 210 giorni la libreria sotto sfratto è soggetta, di fatto, ad un vincolo di destinazione cautelativo. È partita l'istruttoria per restituire alla storica libreria la patente di bene culturale collettivo che le fu tolta per decisione del Tar prima e del Consiglio di Stato poi. Questo dà il via ad un «regime di applicazione cautelativa» che serve ad evitare mutamenti sostanziali al bene nelle more di un giudizio definitivo. Una cautela, appunto. La lettera del sovrintendente Guglielmo è accompagnata da un corposo dossier sui titoli che fanno di Treves un patrimonio della cultura napoletana. Fra le altre cose si ricorda che, scomparse altre storiche librerie della città, «rimane solo la libreria Treves in via Roma come rifugio dei grandi intellettuali ... e di indimenticabili personalità della cultura napoletana ed internazionale». Fare l'elenco di tanti nomi illustri sarebbe un tedio: vanno da Croce a Vasco Pratolini, Luigi Compagnone, Renato Guttuso, Eduardo De Filippo, Pablo Neruda. Cosa cambia la lettera del sovrintendente nel braccio di ferro che oppone titolari e proprietari i quali hanno ottenuto che il 20 agosto l'ufficiale giudiziario si presenti a via Toledo per liberare i locali? Nulla, per la tesi della proprietà, convinta che il vincolo di destinazione non impedisca lo sfratto dei titolari attuali. Moltissimo per la controparte che legge in quelle righe un invito a conservare lo stato delle cose, tale e quale, fino alla decisione finale. L'architetto Guglielmo, che ha il timone della pratica, da parte sua pensa che la decisione del sovrintendente regionale dovrebbe arrivare tempestivamente e manda a dire che sarebbe ora di liberare il campo dalle liti e lasciare entrare in scena il buon senso. Treves è Treves, argomenta: sia valutata anche come attività commerciale, ci si accordi sul canone (attualmente 605 euro) e si chiuda con reciproca soddisfazione. La pensa così anche Amedeo Laboccetta, consigliere comunale di Alleanza nazionale, attivissimo nella difesa della libreria e dei titolari («degnissime ed oneste persone»). Domani in Consiglio comunale Laboccetta proporrà un ordine del giorno che spera possa impegnare l'amministrazione ad essere presente a via Toledo la mattina del 20 agosto, quando l'ufficiale giudiziario tenterà di liberare i locali di Treves. «Ma spero molto - aggiunge - che la nuova situazione creata dall'avvio dell'istruttoria per il vincolo di destinazione spinga tutti al dialogo ed al buon senso». Si augura che, insomma, non ci sia bisogno di alcun presidio il 20 agosto «per un accordo fra le parti grazie ad un accordo sul canone». Il vincolo, dice Laboccetta, «è senz'altro la soluzione migliore, quella per la quale mi sono battuto. Ed è mia opinione che in queste condizioni l'ufficiale giudiziario non possa agire. Siamo in stallo, dunque. Perchè non risolvere il problema con il dialogo?». I titolari di Treves fanno sapere di avere fatto la proposta di adeguamento per lettera il 7 luglio. Si attendono sviluppi.