Abusi edilizi, un decreto legge blocca le demolizioni sino al giugno 2011 L'opposizione insorge: amnistia mascherata e regalo ai clan camorristi ROMA. È guerra aperta sul condono edilizio, esteso a tutta la regione Campania, varato ieri dal consiglio dei ministri. Il provvedimento antiruspe non piace alle opposizioni che parlano di «un'amnistia mascherata» e di un regalo ai clan della camorra già pronti a nuove colate di cemento illegale. E intanto Legambiente annuncia ricorso alla Consulta. Nella bozza del provvedimento entrata ieri mattina in consiglio dei ministri, lo stop alle demolizioni disposte era limitato alla provincia di Napoli. Nel testo finale, invece, l'esecutivo ha deciso di estendere la misura a tutta la regione. «Disposizioni urgenti», contenute in due articoli, che «al fine di fronteggiare la grave crisi abitativa in Campania e consentire un'adeguata ricognizione delle necessità», sospende fino al 30 giugno del 2011 le demolizioni di immobili destinati esclusivamente a prima casa disposte a seguito di sentenza penale». A condizione, si legge nel testo, che tali immobili siano stabilmente occupati da soggetti sforniti di altra abitazione e che gli abusi siano stati realizzati entro il 31 marzo 2003. Alla demolizione, dice ancora il provvedimento si provvederà ugualmente nel caso in cui l'ufficio tecnico del Comune competente o gli uffici di protezione civile della regione riscontrino pericoli per la pubblica o privata incolumità. E lo stesso accadrà per tutti gli immobili abusivi che abbiano violato i vincoli paesaggistici o ambientali: come ad esempio a Ischia dove è concentrato un gran numero di case di cui era previsto l'abbattimento e dove gli isolani guidati dal sindaco ieri se la sono presa con il ministro leghista Roberto Calderoli, padre dell'emendamento che lascia campo libero alle ruspe almeno nelle aree sottoposte a vincoli. Con le decisioni del governo si è schierata l'intera maggioranza. A cominciare dal ministro per le pari opportunità Mara Carfagna (50mila preferenze incassate alle regionali, la candidata più votata d'Italia), che si è affrettata a giustificare il piano con l'emergenza casa. «Abbiamo tenuto fede agli impegni presi con gli elettori. Non si tratta di un colpo di spugna, ma di un atto teso a mettere ordine in una situazione confusa come quella campana», ha invece commentato il coordinatore regionale del Pdl, Nicola Cosentino, spiegando che il provvedimento parte dalla sentenza della Consulta che nel 2004 bocciò le norme regionali che bloccavano la sanatoria offerta da Berlusconi l'anno precedente. Ma per le opposizioni la verità è tutt'altra. Per i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante «l'ennesimo condono targato Berlusconi è un schiaffo bello e buono alla legalità che porterà soltanto nuovi scempi». «Mattone selvaggio è già ripartito», denunciano i Verdi campani sostenendo che gli ordinativi di cemento in regione sono aumentati in pochi giorni del 20 per cento. «Il governo ha pagato alla camorra la cambiale elettorale», incalza anche l'Italia dei valori mentre Legambiente parla di un regalo alla criminalità organizzata e annuncia ricorso alla Consulta.
CAMPANIA - Stop alle ruspe in tutta la Campania
Il governo ha varato un decreto legge che blocca le demolizioni di immobili destinati a prima casa in Campania fino al 30 giugno 2011. Il provvedimento, contenuto in due articoli, sospende le demolizioni disposte a seguito di sentenza penale se gli immobili sono stabilmente occupati da persone senza altre abitazioni e se gli abusi sono stati realizzati entro il 31 marzo 2003. Il testo del provvedimento è stato varato dal consiglio dei ministri e estende la misura a tutta la regione. Le opposizioni hanno criticato il provvedimento, definendolo un'amnistia mascherata e un regalo ai clan della camorra. Legambiente ha annunciato di ricorrere alla Consulta.
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