Gli affari di Berlusconi, da Segrate alla Brianza Laltro regista degli affari berlusconiani in Brianza, Paolo Romani, ha firmato il piano che modifica la destinazione duso dellarea Cascinazza Ad Arcore, alle spalle di villa San Martino, nascerà Milano 4: 25 palazzine da quattro piani ciascuna, per un investimento di 220 milioni di euro Il sottosegretario Magnano è il factotum di Idra, la società che controlla il patrimonio immobiliare del Cavaliere Arcore, Macherio, Monza, Segrate, i vertici del quadrilatero in cui il Cavaliere ha rinchiuso le sue fortezze. Lultimo intervento, in ordine cronologico, è quello in riva al Lambro, da realizzare ad Arcore, alle spalle di Villa San Martino, residenza brianzola del Cavaliere. Milano 4: un investimento da 220 milioni di euro, 25 palazzine da quattro piani ciascuna, pari a 150mila metri cubi di volumi edificabili. Tutto allinterno di un parco regionale, oggi sottoposto a vincolo ambientale. Per superare levidentemente resistibile ostacolo, lo scorso 2 febbraio Magnano e il pidiellino Antonino Brambilla, per loccasione nella doppia veste di assessore al Territorio della Provincia di Monza e consulente di Idra, si sono presentati dal sindaco del Comune brianzolo per ottenere la concessione edilizia. Arriverà in cambio di 20 milioni di euro in oneri di urbanizzazione. «Al Comune di Arcore non è stato depositato alcun progetto», si è affrettato a precisare ieri Magnano, davanti ai microfoni, ai margini della cerimonia di presentazione della nuova giunta. Eppure il sogno di Milano 4 marcia spedito, sottotraccia. Tanto che in municipio circola una dettagliata proposta di intervento con cifre, metri e destinazione degli edifici della nuova cittadella. Un punto donore per Berlusconi, che a Monza, sullarea della Cascinazza, ha dovuto fare un passo indietro, e che ora non è più disposto a tollerare altri ritardi. Al punto da schierare lesperto numero uno della sua galassia per gli affari edilizi, il geometra nato a Brancaleone nel 1949, trapiantato a Macherio. È proprio in Brianza che limprenditore del Biscione e Magnano si conoscono nel maggio del 1990, pochi giorni dopo la seconda vittoria del Milan berlusconiano in Coppa dei Campioni. Loccasione arriva con la compravendita dei terreni attorno a Villa Belvedere, 286mila metri quadri. Nella trattativa tra il proprietario, Augusto Erba, e Idra si inserisce proprio Magnano. È Sergio Roncucci, dirigente dellallora Finivest e consulente di Idra, a contattarlo. Il geometra, che gode di ottime credenziali tra i funzionari dellufficio tecnico comunale, fa valutare i terreni 575 milioni di lire. In realtà verranno versati altri 4 miliardi e 400 milioni in nero sul conto di Erba, che poi mettendosi in regola con un condono fiscale farà venire a galla la verità. Per Idra arriveranno le accuse di frode fiscale, appropriazione indebita e falso in bilancio. Dalle prime sarà assolta, per la terza scatta la prescrizione. In quei giorni, però, loperato di Magnano è considerato eccellente. Promosso sul campo, la regia indiretta dellaffare, e di quelli futuri, è affidata alle sue mani. La consulenza gli frutta 300 milioni del vecchio conio. Niente prebende ma un incarico diretto per Paolo Romani, sottosegretario alle Telecomunicazioni e luogotenente di Berlusconi nella giunta di Monza, con lincarico di assessore allUrbanistica fino a gennaio. Il progetto originario prevedeva la nascita di Milano 4 allombra della regina Teodolinda, sullarea della Cascinazza. Una zona di 723mila metri quadri considerata inedificabile dal Pai (Piano di assetto idrogeologico) perché bastano due gocce dacqua per mandarla a mollo. Nellottobre del 2007 la Istedin di Paolo Berlusconi, proprietaria dei terreni, cede tutto a Brioschi sviluppo Immobiliare e Axioma Real Estate per 40 milioni di euro, con la promessa di unintegrazione di 60 milioni nel caso fosse modificata la destinazione duso. Variante certificata dal Pgt firmato dal sottosegretario alle telecomunicazioni e ribattezzata dai monzesi la "Variante Romani". A Segrate, dove già esiste Milano 2, si gioca la partita del Golfo Agricolo: 657mila metri quadri dove il senatore Gianpiero Cantoni, appoggiato da DellUtri, vuole realizzare un golf circondato da case e da un centro commerciale. «Per i lavori di realizzazione girano i nomi di aziende vicine a Berlusconi», denuncia Fernando Cristofori, capogruppo dellopposizione di centrosinistra. Come andrà a finire a Segrate lo si vedrà. Certo è che né televisioni, libri, giornali e neppure la politica hanno distolto il tycoon di Arcore dal suo primo amore: il mattone. Perfino allAquila, dove ha scelto anche le piastrelle dei pavimenti, ne sanno qualcosa.