Sì agli abbattimenti delle case pericolanti e nelle aree vincolate La normativa si riferisce ad abusi commessi entro il marzo del 2003 «NON chiamatelo condono». La destra di governo è unanime, non vuole che sul decreto approvato ieri ricada laccusa di una nuova maxisanatoria, di una liberatoria a nuovi abusi e scempi. Il provvedimento approvato ieri a Palazzo Chigi ha in effetti una portata formale limitata. Si tratta soltanto di una sospensiva, fino al 30 giugno 2011, degli abbattimenti in atto. Valida solo per situazioni abitative di chi non disponga di altre abitazioni, e a patto che gli edifici non siano stati dichiarati pericolanti. In più il ministro leghista Roberto Calderoli si è visto approvare in aula un emendamento che tiene fuori dal decreto le aree sottoposte a vincoli paesaggistici e ambientali: una cornice nella quale dovrebbero essere compresi gran parte dei casi di abusivismo a Capri, Ischia, in Costiera. E, naturalmente, il tutto continua a riferirsi a abusi commessi entro il 31 marzo del 2003. Lintervento nasce infatti dal buco normativo lasciato da precedenti disposizioni regionali. È una vicenda lunga sette anni. Inizia nel 2003 con una legge nazionale che dispone la possibile sanatoria per gli abusi commessi fino a marzo. Ne è parte integrante il rinvio alle Regioni perché disciplinino il procedimento amministrativo, liter insomma della domanda. Ma la Campania fissa un criterio molto semplice: niente condono, tout court. Il governo ricorre alla Corte costituzionale, che gli dà ragione. A Palazzo Santa Lucia allora Bassolino e lassessore dellepoca, Marco Di Lello, propongono una legge, con interpretazione assai restrittiva del condono: nuovo ricorso del governo, stavolta basato sul fatto che la normativa regionale è stata approvata fuori tempo, nuova bocciatura della Regione da parte della Consulta. Nel frattempo però era anche scaduto il termine entro cui le domande andavano presentate. Dunque ecco oggi il governo Berlusconi tentare di ridare una possibilità a quanti allepoca si erano visti bloccati da una norma poi decaduta. Palazzo Chigi ha comunque scelto per ora di imboccare la tutela di quella casistica che va sotto il nome di «abusivismo di necessità». La vera contesa si scatenerà sul futuro. Il decreto infatti blocca le demolizioni fino al 30 giugno 2011 (termine arretrato di sei mesi rispetto a quanto era filtrato nei giorni scorsi) e rinvia poi alla esigenza di una ricognizione della situazione. Come dire che, in via teorica, il blocco cautelativo di oggi potrebbe comunque sfociare in un abbattimento dopo il 31 giugno se la pratica risultasse irregolare. Il decreto non esplicita chi debba svolgere questa ricognizione anche se lopinione più diffusa tra gi addetti ai lavori è che toccherà in primo luogo alla Regione. La stessa Regione dovrebbe anche produrre quella norma attuativa che di fatto la giunta Bassolino non ha mai varato, anche se dagli uffici del neopresidente Stefano Caldoro non giunge nessuna conferma su questo fronte. Il fatto è che in Senato pende il vero provvedimento che rischia di rimettere tutto in gioco, vale a dire il disegno di legge presentato da Carlo Sarro e altri senatori del centrodestra campano. Una legge che riprende in mano il condono del 2003 e lo aggiorna con alcune modifiche. La prima è la riapertura dei termini per avanzare domanda di sanatoria, dal vecchio 10 dicembre 2004 al più attuale 31 dicembre 2010. Poi una variazione proprio in materia di beni paesaggistici: si propone infatti che nelle aree a vincolo paesaggistico si possa intervenire anche prima di ricevere la relativa autorizzazione, cosa prima non consentita. Inoltre è previsto che immobili irregolari, acquisiti e avviati a demolizione, possano invece essere assegnati in locazione, anche a chi li abitava senza avere ulteriore alloggi, purché provvisti di idoneità statica e igienico-sanitaria. È su questo che si rischierà certamente la battaglia dura in Parlamento.
PAESAGGIO e TERRITORIO: Abusivismo, approvato il decreto stop demolizioni fino a giugno 2011
Il governo italiano ha approvato un decreto che sospende le demolizioni di case pericolanti e in aree vincolate fino al 30 giugno 2011. Il provvedimento è stato approvato dopo una lunga vicenda che inizia nel 2003 con una legge nazionale che dispone la sanatoria per gli abusi commessi fino a marzo. La Campania aveva fissato un criterio semplice: niente condono, tout court. Il governo ha ricorso alla Corte costituzionale, che gli ha dato ragione. Il decreto approvato oggi è una sospensiva, che blocca le demolizioni fino al 30 giugno 2011, e rinvia alla esigenza di una ricognizione della situazione.
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