Parla Aldo De Chiara, procuratore aggiunto e coordinatore del pool ecologia Continueremo a fare il nostro lavoro, ci sono operazioni in corso che prescindono dai casi previsti dal decreto Il procuratore aggiunto Aldo De Chiara ha la sensazione che con il decreto salva ruspe "la montagna abbia partorito il topolino". Procuratore De Chiara, tanto lavoro contro gli abusi edilizi da parte della Procura e ora arriva un decreto che blocca tutto. Lei come lo legge? «A sentire alcune valutazioni che mi sono giunte via e-mail, sembra che il decreto non abbia soddisfatto certe aspettative. Cè una dichiarazione del sindaco di Forio dIschia, Franco Regine, che pare abbia osservato che il governo Berlusconi avrebbe tradito una seconda volta Ischia. Allude evidentemente al fatto che sono escluse dal provvedimento aree sottoposte a vincolo idrogeologico e paesaggistico, allo stato. Il provvedimento di urgenza avrebbe ambito di operatività molto limitato. Quindi riguarderebbe zone non di particolare pregio, se escludiamo Napoli, Capri, Ischia, la Costiera, restano Casoria, Afragola, parte della provincia di Napoli, e altre aree della regione Campania e non solo. Perché il decreto può riguardare anche altre leggi regionali annullate dalla Corte costituzionale per un motivo analogo». Qual è il suo commento, da magistrato che da sempre si occupa di ambiente? «Mi riservo la valutazione a quando avrò il testo del decreto davanti ai miei occhi. Allo stato posso limitarmi a dire che noi continueremo a fare il nostro lavoro. Ci sono operazioni in corso che prescindono dai casi previsti dal decreto». Quindi gli abbattimenti non saranno sospesi? «No, perché se le cose stanno così come sembra, occorrerà accertare una serie di cose, per esempio se si tratta di prima o seconda abitazione. Nel frattempo si andrà a orecchio». Che vuol dire? «Se cè una sentenza relativa a un abuso del 2004, devo procedere come è mio dovere». Quante sono le demolizioni ordinate dalla Procura generale a Napoli? «Posso ipotizzare 7000 iscrizioni della Procura di Napoli, e altre 4-5000 della Procura generale. Tra queste, bisogna fare una cernita di casi considerati dal decreto legge: si tratta di una valutazione che richiede molto tempo. Bisognerà prendere in considerazione le sentenze una per una e vedere quelle che riguardano il terzo condono e che non siano soggette a rischio idrogeologico sismico e paesaggistico. Unoperazione aritmetica. Ma solo al netto di questo si potrà vedere leffetto del decreto. Anche noi dobbiamo fare i conti col testo».
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Il procuratore aggiunto Aldo De Chiara ha espresso la sua opinione sul decreto legge "salva ruspe" che blocca le operazioni contro gli abusi edilizi. De Chiara considera il decreto come una "montagna abbia partorito il topolino" e ha dichiarato che la Procura continuerà a fare il suo lavoro, anche se il decreto limita l'ambito di applicazione. De Chiara ha anche affermato che le operazioni contro gli abusi edilizi non saranno sospese, ma che dovranno essere condotte con attenzione, considerando le sentenze e le iscrizioni della Procura. Il procuratore ha anche menzionato che il decreto potrebbe riguardare anche altre leggi regionali annullate dalla Corte costituzionale.
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