-------------------------------------------------------------------------------- IL CASO Un posto per ospitare la sua celebre bombetta. E non solo: abiti di scena e personali, cimeli e persino la sua camera da letto, con tanto di lenzuola ricamate con lo stemma di famiglia. Un museo in onore di Totò, il principe della risata. Un sogno dei fans, della città e di Liliana De Curtis, sua figlia. «Sono certa che a papà la parola museo sarebbe sembrata troppo ridondante. Ma noi - ha detto di recente - non faremo una semplice esposizione ma un museo che servirà a qualcosa. Qualcosa che gli sarebbe piaciuto, seguendo le tracce che lui ci ha lasciato. Uno degli obiettivi sarà aiutare a crescere i giovani artisti, magari i ragazzi del quartiere. Lui è un simbolo pulito, un nume tutelare, cui la gente guarda con affetto, non si può ignorare il valore della sua personalità». Il museo si trova ai Vergini, nello storico palazzo dello Spagnuolo, due piani di propietà della Regione, ristrutturati dal Comune con i fondi del progetto Urban. Ma stranamente da anni non è accessibile al pubblico. Una serie di intoppi, l'ultimo fu l'ascensore, hanno sempre fatto slittare l'apertura. Ora un altro ostacolo allontana ancora una volta l'inaugurazione. La terza sezione civile del Tribunale di Napoli, infatti ha stabilito che i lavori all'interno del museo, hanno provocato lesioni in alcuni immobili attigui, creando una situazione di pericolo per l'incolumità degli inquilini ed ha quindi ordinato al Comune - che ha avuto i locali in comodato d'uso dalla Regione - la ricostruzione di un solaio demolito. Il Tribunale ha accolto le richieste di Amedeo Passaro e Claudia Iaccarino, legali dei proprietari dell'attiguo Palazzo Moles, secondo cui il problema sarebbe un interpiano con scala in ferro, acciaio e legno che collega due piani. L'ordinanza dispone l'esecuzione dei lavori in attesa del giudizio di merito. La causa fu promossa in seguito a dissesti ai muri maestri che avevano provocato lesioni in alcuni locali. La consulenza di un esperto ha poi accertato la situazione di pericolo. I lavori. comunque furono eseguiti con il controllo della Soprintendenza dei Beni Culturali.