TRA STUCCHI DORATI E MOSAICI I NUMERI sono un viatico per immaginare che cosa diventerà questo posto. Dai 4.700 metri quadri della vecchia sede della Biblioteca Universitaria, di via Balbi 38, ai 1.2800 metri quadrati nell'ex Colombia, dai 100 posti disponibili oggi ai 755 di domani. La Biblioteca Universitaria fondata nel 1773 possiede un patrimonio composto dai libri antichi della città, dalla più vasta collezione di testi di interesse ligure, una cospicua raccolta di opere fondamentali per tutte le discipline universitarie e un certo numero di fondi pregiati. La disponibilità va da sè non è totale . Lo sarà nella nuova biblioteca a cinque stelle. Il progettista Giorgio Mor, dello studio di architetti Mor, che segue e organizza gli interni si addentra nel prossimo futuro di questo contenitore: nei due piani interrati, dove prima c'era il teatro dell'avanspettacolo e quindi un cinema anche a luci rosse, trovano posto 26 chilometri di scaffali con 900 mila volumi, con al centro dell'ex platea, una torre libraria a doppia altezza. Piano che si affaccia su via San Giovanni di Prè. Zona che la presenza di questo monumentale complesso culturale bonificherà e non poco. Anche se oggi questi stessi abitanti si lamentano delle impalcature fino a spingere il presidente del Municipio di Centro Est Aldo Siri a scrivere una lettera alla Soprintendenza perché«si spiccino». Ma torniamo alla descrizione degli interni. Nell'atrio che è da un punto di vista decorativo il non plus ultra dell'accoglienza, lo snodo dei vari piani, i diversi saloni abitati da diverse attività, da una sala conferenze, da un caffè letterario, da una libreria di impatto architettonico non comune, una mediateca e un laboratorio di risorse digitali. Al primo piano la biblioteca moderna dove ci saranno 23 mila volumi provenienti da via Balbi 38 divisi per materia per meglio orientare il visitatore, ed oltre 500 testate di periodici. Al secondo piano (e siamo negli ambienti un tempo adibiti alle camere e alle suite) una sala consultazione con 22 mila volumi e periodici specializzati oltre i fondi tolti dai magazzini. Al terzo piano manoscritti antichi e moderni con il magazzino dei cimeli a livello, quindi non nascosto, ma nelle vicinanze, se pur abbordabile con le dovute precauzioni. Negli ultimi piani gli uffici amministrativi e direzionali. E infine il terrazzo. Dove un tempo lo stuolo di cameriere stendeva la preziosa biancheria, le lenzuola, le tovaglie, gli asciugamani. Ci sarà un roff-garden, ristorante con giardino d'inverno, coperto da una bolla "alla Renzo Piano". L'acquisto più impegnativo. Il finale più in forse. D. B.