Il sistema prevede la realizzazione di un "tetto" allaltezza di tre metri, agganciato a strutture fisse ma rimovibile ogni giorno DISTRIBUITI nei vicoli più chiassosi del centro storico, applicati allimbrunire e rimossi allalba, i pannelli anti-rumore promessi da Francesco Scidone potrebbero presto trasformare San Bernardo in una sorta di galleria, brulicante di giovani, ma isolata dalle abitazioni ai piani superiori. Lassessore alla città sicura ne è convinto, e ha dato incarico allUfficio ambiente del Comune di predisporre un progetto di massima, sulla scorta delle esperienze positive di alcune città del Nord Europa (Heidelberg e Magonza in Germania, Goteborg in Svezia, Copenhagen in Danimarca). Il «tunnel del divertimento» è forse più facile a dirsi, ma lidea sembra tuttaltro che campata per aria: i pannelli fonoassorbenti - lunghi due metri, profondi uno - verrebbero sistemati ad unaltezza di circa tre metri dal suolo, soprattutto in corrispondenza degli ingressi dei locali pubblici. Come un mosaico di tessere a formare un tetto artificiale, in grado di assorbire gli schiamazzi. Agganciato a strutture fisse ma rimovibile ogni giorno. Allestero ha funzionato, insiste lamministratore pubblico. Che spiega: «Al momento è poco più di unidea. Vedremo cosa ci diranno i tecnici. E poi naturalmente dovremo considerare tutti gli aspetti amministrativi e giuridici di un intervento del genere. Metterci daccordo con gli inquilini degli stabili interessati, raggiungere unintesa formale con i commercianti. Ottenere un parere favorevole della Soprintendenza. Insomma, siamo solo allinizio del percorso e ci vorrà tempo. Ma sono ottimista». Il primo a proporre una soluzione del genere era stato - in maniera del tutto informale, nel corso di una chiacchierata con lo stesso Scidone - il titolare dellAntica Caffetteria Cabona di via San Bernardo, che a sua volta aveva scoperto lesistenza dei pannelli fonoassorbenti da movida nel corso di un viaggio allestero. In realtà già quindici anni fa dalla Caffetteria Cabona era partita lidea di "isolare" il vicolo dallalto con teloni da arrotolarsi di giorno, ma la proposta era stata bocciata dal Comune per motivi estetici. «Questa dei pannelli non è la soluzione definitiva al problema dellinquinamento acustico notturno nella città vecchia - precisa Scidone - E una delle soluzioni. In via San Bernardo è più facilmente realizzabile che in piazza delle Erbe, tanto per fare un esempio. Si concentra soprattutto sul chiacchiericcio, mentre - giusto in piazza delle Erbe - le lamentele arrivano dagli abitanti che sentono vibrare pavimenti e pareti per via della musica a tutto volume». In attesa dei pannelli anti-rumore, i vigili urbani hanno lordine di monitorare i vicoli tutte le notti. I cantuné battono quelle zone del centro storico dove i decibel sono più alti, e per farlo seguono la traccia indicata da una serie di rilevazioni fatte con diverse fonometri sistemati allesterno delle case e puntati sui carruggi. Tolleranza-zero o quasi: i locali più fracassoni rischiano la chiusura a norma di legge, perché - anche sulla base del patto di vivibilità siglato con i commercianti - i titolari hanno il dovere di evitare che la loro clientela, pure nelle adiacenze degli esercizi, faccia troppo rumore.