Scioperi e occupazioni contro le nuove regole I lavoratori minacciano di occupare la Scala Il Maggio rischia di non cominciare coro di protesta del Maggio Fiorentino e della Scala contro il decreto di riforma delle fondazioni liriche. Con due rischi clamorosi e del tutto inediti allorizzonte: lannullamento della prima del festival toscano e loccupazione del teatro milanese. In più, in un giorno che sarà probabilmente sabato 15 maggio, a Roma si terrà una manifestazione nazionale coi lavoratori delle 14 fondazioni liriche, i sindaci e i sovrintendenti. La prima protesta è stata decisa giovedì sera a Firenze, dove lassemblea dei lavoratori ha votato «a stragrande maggioranza» la disponibilità ad astenersi dal lavoro giovedì 29 aprile, sera in cui dovrebbe andare in scena Die Frau ohne Schatten di Richard Strauss diretto da Zubin Mehta, prima rappresentazione del festival del Maggio. Ha risposto ieri la Scala, i cui lavoratori hanno deciso allunanimità una serie di iniziative: la mobilitazione oggi in piazza, prima delle celebrazioni del 25 Aprile alla presenza di Napolitano (al quale i sindacati chiederanno di parlare, visto che il decreto di riforma sta arrivando sul suo tavolo per la firma), loccupazione «di almeno un giorno» del teatro, i lavoratori in assemblea permanente, e uno sciopero. I tempi in questo caso sono tutti da decidere a livello nazionale: dipenderanno dal cammino del decreto, che dopo leventuale firma di Napolitano dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro due mesi. «Questo decreto - tuona Silvano Conti, segretario generale della SlcCgil - destruttura tutto perché privatizza ciò che deve restare pubblico, è incostituzionale e illegittimo». Ma ci sono speranze di cambiamento: «Stiamo cogliendo segnali di riflessione dalla politica - dice Domenico Dentoni, della UilCom - Attendiamo fiduciosi». E subito il ministro della Cultura Sandro Bondi si è detto disponibile a ricevere i sindacati «non appena il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, per discutere in maniera franca e serena i contenuti di un provvedimento indispensabile». Per intanto il sovrintendente della Scala, Stephane Lissner ha detto che procederà col rinnovo dei contratti a termine - un centinaio su quasi mille dipendenti - promettendo di non fare scendere la forza lavoro nella stagione 2010-2011 sotto i livelli attuali. Anche se lincontro coi sindacati, prima dellassemblea, non è stato del tutto sereno: «Mi hanno accusato - dice Lissner - di aver sposato questa riforma. Non è vero, dico solo che sono daccordo sullautonomia, e la nostra è nei fatti, visto che abbiamo il 60 per cento di ricavi propri. Per il resto capisco molto bene i lavoratori». La protesta fiorentina è più definita nei tempi e nelle modalità grazie anche allappoggio delle istituzioni: martedì 11 maggio il consiglio comunale sarà interamente dedicato alla riforma e si terrà nel ridotto del teatro. La proposta, lanciata dal presidente dellassemblea di Palazzo Vecchio, Eugenio Giani (Pd), è stata raccolta dai capigruppo in Comune e approvata pure dal sovrintendente Francesco Giambrone: «Saranno presenti maestranze del Maggio e sindacati - dice Giani - È importante che venga tenuta alta lattenzione sul più antico Festival italiano, un fiore allocchiello che non può essere declassato».