Nodo cruciale di interconnessione fra l'attività umana e l'ambiente, il paesaggio rurale è un sistema complesso che può sopravvivere solo in presenza di una continua ricerca dei giusti equilibri tra gli aspetti socio-economici e quelli culturali. Tecniche di coltivazione, artigianato tipico, tecniche architettoniche e costruttive, produzioni agroalimentari si affiancano alle forme di controllo e di gestione ambientale, alla cultura e alle tradizioni delle aree rurali. La riscoperta del mondo rurale nei Paesi "ricchi" coincide con l'inizio della crisi del fordismo negli anni 70 quando la chiusura delle grandi fabbriche metropolitane prima interrompe il flusso demografico che nel secondo Novecento partiva dalle campagne e si concludeva nelle periferie cittadine e poi, addirittura in alcuni casi lo inverte. Quando nuove forme di economia - dall'agriturismo, all'agricoltura biologica, allo sfruttamento di energie alternative, solo per citarne alcune - trasformano in poli d'attrazione aree oramai considerate marginali. La valorizzazione del mondo rurale diviene pertanto sempre più un passaggio inscindibile dal processo di valorizzazione della cultura e della storia di un Paese, ma va anche considerata come indispensabile per una società e un'economia il cui modello di crescita non può prescindere dallo sviluppo sostenibile. La giornata di studio dal titolo Monumento, città, paesaggio. Per un approccio globale del patrimonio artistico, che si terrà il 13 maggio prossimo a Venezia nell'ambito degli Incontri europei dei Beni culturali promossi dall'Istituto veneto di scienze, lettere e arti e dall'Institut national du patrimoine (Inp) di Parigi, vuole approfondire il tema della salvaguardia e della valorizzazione del paesaggio che deve essere considerato in sé come bene culturale. In questa prospettiva gli esperti chiamati a intervenire segnaleranno la necessità di progettare gli interventi di restauro dei singoli monumenti considerandoli nel loro contesto urbano e paesaggistico. I casi saranno studiati in una prospettiva europea con particolare riguardo all'Italia e alla Francia con contributi, tra gli altri, di Philippe Bélaval, dg dei Patrimoni al ministero della Cultura d'Oltralpe, Andrea Rinaldo, segretario accademico dell'Ivsla, Francis Rambert, direttore dell'Istituto francese di architettura e Anna Ottani Cavina, direttrice della Fondazione Federico Zeri. La valorizzazione del mondo rurale è indispensabile per una società e un'economia il cui modello di crescita non può prescindere dallo sviluppo sostenibile