Preoccupa il quadro fatto dall'Ance. Il Pdl punta sulla variante. Il Pd: «Si paga una politica dissennata» Corsa contro il tempo per approvare le nuove norme urbanistiche Edilizia privata bloccata e appalti per opere pubbliche crollati del 61,5 per cento nel Comune rispetto all'anno precedente. Sono più che allarmanti i dati citati dall'Associazione dei costruttori edili (Ance) della Associazione Industriali attraverso il presidente Stefano Varia. Tanto allarmanti che il presidente ha rinnovato l'appello all'amministrazione comunale a sbloccare le licenze edilizie e a ripartire con le opere pubbliche. Risultati che non sembrano facili da raggiungere, anche se i costruttori hanno fatto presente non solo il rischio per le loro aziende, ma anche l'eventualità di pesanti tagli nell'occupazione del settore. «L'appello dell'Ance colpisce - commenta il capogruppo del Pdl in consiglio comunale, Lido Fava - ma mi pare che almeno per l'edilizia privata la situazione sia sul punto di sbloccarsi. Entro il mese di maggio la variante al regolamento urbanistico dovrebbe arrivare in commissione e poi procedere con un iter che faremo il possibile per accelerare. Semmai è più complessa la questione delle opere pubbliche perché le risorse a disposizione del Comune sono veramente ridotte». Se tutto andrà bene, perché la variante diventi operativa si dovrà attendere agosto, se non l'autunno. Questi i calcoli del capogruppo di Forza Italia verso il Pdl, Franco Fabbri: «La sofferenza per il sostanziale blocco delle licenze nell'edilizia privata si è protratta oltre ogni volontà, ma ora sotto il profilo tecnico la variante è pronta e sta per approdare in commissione urbanistica. Se tutto procederà speditamente, come mi auguro, il provvedimento arriverà in consiglio comunale, per l'adozione, a metà maggio. Poi ci vorranno 60 giorni per la pubblicazione e le osservazioni. Nel caso ce ne fossero, la variante dovrà tornare in commissione e quindi arrivare di nuovo in consiglio per la definitiva approvazione. Io mi auguro che si riesca a concludere l'iter entro la fine di luglio». Meno certezze Fabbri ha per l'avvio di nuove opere pubbliche che facciano ripartire i cantieri: «È opportuno valutare bene la questione e capire quali sono i motivi dello stop e come rimuovere i problemi che comporta l'assenza di risorse». Duro il giudizio del capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini: «C'è poco da essere ottimisti, il quadro fatto dai costruttori è di assoluto allarme, ma non credo che arriveranno soluzioni in tempi rapidi. La paralisi dell'edilizia pubblica e privata è il risultato di almeno dieci anni di mancata programmazione. Mi chiedo che cosa sia stato fatto delle ingenti risorse, decine e decine di milioni, incamerate in questi anni dal Comune con il recupero dell'evasione sulle tasse comunali, gli oneri di urbanizzazione portati dal via libera al cemento e altre iniziative. «Questo enorme patrimonio si è disperso in un mare di rivoli senza che alla città sia rimasto niente di importante e necessario. Ora la situazione è al collasso: non c'è una lira per aprire cantieri. Il Comune si trova alle prese con un bilacio disastroso. E non si uscirà facilmente, né in tempi rapidi, dal ginepraio della normativa urbanistica. Si va ancora avanti, tra l'altro, con una cartografia che non segue i confini catastali, complicando ogni intervento. In ogni caso l'approvazione della variante, se e quando arriverà, servirà per tentare di tenere in vita un regolamento urbanistico che è già un cadavere».
LUCCA.Edilizia alla paralisi ma non ci sono risorse per aprire nuovi cantieri
Il Comune di [nome del comune] si trova in una situazione critica per l'edilizia privata e pubblica. L'Associazione dei costruttori edili (Ance) ha rilasciato dati che mostrano un crollo del 61,5% degli appalti per opere pubbliche rispetto all'anno precedente. Il capogruppo del Pdl, Lido Fava, afferma che la variante al regolamento urbanistico è pronta e potrebbe essere approvata entro maggio. Tuttavia, la situazione delle opere pubbliche è più complessa a causa della ridotta disponibilità di risorse. Il capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini, è pessimista e afferma che non ci saranno soluzioni rapidi.
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