Tre milioni di euro dalla Regione da dividere con Villa Cipriani Risale al 2000 la scelta di destinare l'ex Villa Salvi Cristiani di via di Gello ad alloggi popolari. La Regione Toscana aveva a disposizione fondi del Ministero dei lavori pubblici finalizzati all'edilizia residenziale pubblica (3 milioni di euro complessivi) e chiese all'allora Ater di Prato (oggi Epp) alcune proposte di localizzazione. Il 70 doveva essere progetti di nuova costruzione, il 30 piani di recupero. L'Ater, amministratore Fabrizio Ania, indicò l'ex Villa Salvi Cristiani e Villa Cipriani in via Roma, allora autentici ruderi. In precedenza, sembra che l'amministrazione comunale avesse fatto qualche sondaggio nel mercato immobiliare per verificare eventuali acquirenti, ottenendo risposta negativa l'idea dell'alienazione era stata poi accantonata. Passò quindi il progetto di un recupero dei due immobili per destinarli all'edilizia residenziale sovvenzionata. In tutti questi anni nessuno ha avuto nulla da eccepire sulla destinazione. Nel 2003, 2004 e 2006 né le commissioni urbanistiche, né i consigli di circoscrizione, né tantomeno il consiglio comunale. In tutte le sedi il progetto per la creazione di 18 alloggi con annesso un micronido per bambini privato è sempre stato approvato all'unanimità.
PRATO.Dal 2000 solo sì per l'ex Villa Salvi Cristiani. Un piano di recupero approvato all'unanimità
Tre milioni di euro dalla Regione da dividere con Villa Cipriani Risale al 2000 la scelta di destinare l'ex Villa Salvi Cristiani di via di Gello ad alloggi popolari. La Regione Toscana aveva a disposizione fondi del Ministero dei lavori pubblici finalizzati all'edilizia residenziale pubblica (3 milioni di euro complessivi) e chiese all'allora Ater di Prato (oggi Epp) alcune proposte di localizzazione. Il 70 doveva essere progetti di nuova costruzione, il 30 piani di recupero. L'Ater, amministratore Fabrizio Ania, indicò l'ex Villa Salvi Cristiani e Villa Cipriani in via Roma, allora autentici ruderi. In precedenza, sembra che l'amministrazione comunale avesse fatto qualche sondaggio nel mercato immobiliare per verificare eventuali acquirenti, ottenendo risposta negativa l'idea dell'alienazione era stata poi accantonata. Passò quindi il progetto di un recupero dei due immobili per destinarli all'edilizia residenziale sovvenzionata. In tutti questi anni nessuno ha avuto nulla da eccepire sulla destinazione. Nel 2003, 2004 e 2006 né le commissioni urbanistiche, né i consigli di circoscrizione, né tantomeno il consiglio comunale. In tutte le sedi il progetto per la creazione di 18 alloggi con annesso un micronido per bambini privato è sempre stato approvato all'unanimità.
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