Per limitare lo spazio possibili solo fioriere Contestato il Comune: "Lillegalità è unaltra" "Abbiamo speso migliaia di euro per adeguare i locali e acquistare le strutture" No a gazebo e tende, si a fioriere ed ombrelloni. Le regole dettate dal Comune sulla movida a Bari vecchia non vanno giù agli oltre ottanta gestori di bar, ristoranti e pub del borgo antico. Il pacchetto di norme messo a punto dalla commissione arredo urbano infatti stravolgerebbe lattuale organizzazione dei locali nella maggior parte dei casi attrezzati con strutture in legno rigide e fissate al pavimento. I primi ad insorgere sono i commercianti di Corso Vittorio Emanuele, i locali sono tutti dotati di protezioni, verande e gazebo che, se passasse il nuovo regolamento, diventerebbero fuori legge. «Da anni viviamo nella totale illegalità per quanto riguarda loccupazione di suolo pubblico - protesta Vincenzo Antonacci coordinatore di quattro locali di punta della movida notturna Alterno, Mudù, Terra Nostra e La cecchina - non ci sono mai state linee guida e ognuno si è organizzato diversamente. Per acquistare ogni gazebo abbiamo speso 15mila euro ed è una copertura necessaria per poter lavorare dodici mesi lanno. Altrimenti oltre a patire la crisi, dovremmo soffrire anche le conseguenze del freddo e della pioggia. Se piove come si fa solo con ombrelloni e fioriere?» A rincarare la dose cè Gianni Del Mastro gestore della pizzeria Mercantile e rappresentante della categoria a Bari vecchia. «Lipotesi è improponibile - taglia corto - da anni noi commercianti chiediamo una normativa dettata da riferimenti estetici. I gazebo non sono invasivi rispetto alle architetture delle piazze, ma non ci sono direttive sui materiali e sui colori adeguati così si è creato il caos. Forse andrebbe fatto questo perché gli spazi coperti sono una necessità: nel centro storico gli immobili sono piccoli e non ci si può stare». Sotto accusa da parte degli esercenti ci sono anche gli ombrelloni, lunica copertura ammessa dalla commissione comunale e rigorosamente di colore bianco. «Sono pericolosissimi - attaccano allunisono - anche se ancorati per terra creano grossi problemi di incolumità per i passanti. In piazza Mercantile e piazza Ferrarese arriva un forte maestrale e spesso è capitato che gli ombrelloni si rompessero o volassero». Inizialmente infatti, nella bozza di regolamento elaborata dalla Circoscrizione San Nicola-Murat e poi modificata dal Comune, era stata adottata a modello La locanda di Federico di piazza Mercantile: tende rimovibili al posto dei grandi ombrelloni. Una tesi su cui il presidente della Circoscrizione Mario Ferorelli non fa un passo indietro. «E la soluzione migliore». Ieri una riunione tecnica con larchitetto della ripartizione Urbanistica Anna Maria Curcuruto ha provato a sciogliere alcuni nodi. «Dopo una lunga trattativa con i membri della commissione comunale abbiamo trovato una sintesi sul regolamento da adottare. Rimane aperta la questione gazebo, ma - incrocia le dita Ferorelli - sono ottimista». Mercoledì i tecnici della ripartizione edilizia pubblica porteranno allennesimo incontro un prototipo di copertura da adottare: se ci dovesse essere lok il documento arriverà direttamente a Palazzo di Città per lapprovazione definitiva. Tra le indicazioni da seguire per i gestori dei locali lutilizzo di tavolini e sedie in legno in sintonia con lo stile e il decoro della strada in cui sono posizionati. «Riproponiamo ancora una volta lapertura di un tavolo di confronto tra cittadini, istituzioni e commercianti - chiede Gianni Del Mastro - solo così potremmo trovare un accordo che vada bene per tutti».
BARI - Gazebo, i negozianti in rivolta "Non possiamo lavorare senza"
Il Comune di Bari ha contestato la movida notturna del borgo antico, affermando che le norme sulla movida sono troppo restrittive. I gestori di bar, ristoranti e pub hanno risposto che le norme non sono giuste e che hanno speso migliaia di euro per adeguare i locali e acquistare le strutture. I commercianti di Corso Vittorio Emanuele hanno protestato contro la possibilità di eliminare le gazebo e gli ombrelloni, che sono una copertura necessaria per lavorare dodici mesi all'anno. Il Comune ha proposto di utilizzare tavolini e sedie in legno in sintonia con lo stile e il decoro della strada.
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