Sindacati daccordo: sciopero contro le scelte di Bondi. Oggi incontri in Regione La "Donna senzombra" di Strauss è nelle mani del presidente Napolitano E nelle mani di Napolitano «La donna senzombra» di Richard Strauss. La prima del Maggio, il 29 aprile, è appesa al filo della promulgazione del decreto sulla riforma delle Fondazioni liriche. Il presidente della Repubblica, cui è stato inviato il testo, sta riflettendo. Appena firma e il decreto passa, sarà sciopero. Lo hanno deciso i lavoratori del teatro con più di 300 voti a favore, 16 no e 2 astenuti, nellassemblea convocata ieri da tutte le sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil e Fials. Blocco di tutte le attività un secondo dopo il varo del famigerato decreto, come daltra parte ha deciso il coordinamento nazionale. Già oggi però i lavoratori del teatro faranno un presidio dalle 14,30 sotto la Regione: per chiedere un incontro al presidente Rossi e unalleanza contro un decreto che, sottolineano, toglie prerogative anche alle Regioni. Quanto a loro, i lavoratori combattono contro le decisioni del ministro Bondi su contratto nazionale, contrattazione, retribuzioni, organici, blocco delle assunzioni, precari, pensioni anticipate di sette anni per i ballerini. «Non basta che il decreto non parli più di autonomia da concedere ad alcune Fondazioni come la Scala e Santa Cecilia e non al Maggio - spiega Paolo Aglietti, Cgil - Per noi i problemi restano e sono inaccettabili». Dopo il presidio di oggi, i lavoratori del teatro andranno in Comune e in Provincia, faranno risuonare per le strade gli ottoni e gli archi del Maggio, organizzeranno spettacoli per i cittadini, metteranno in gioco i loro migliori musicisti: «Per mostrare cosa sappiamo fare e cosa si rischia di perdere». Intanto, ieri è saltato ed è stato rimandato al 30 aprile lincontro romano organizzato dal sindaco Renzi per discutere del futuro del Maggio con tutti i parlamentari fiorentini: perché i parlamentari del PdL dovevano, in contemporanea, essere presenti al tempestoso vertice del loro partito. Quanto al consiglio comunale aperto sul teatro, voluto sempre da Renzi, lo si farà l11 maggio alle 16 nel ridotto del Comunale. Apprezza il sovrintendente Giambrone. «E diremo che lautonomia non basta - commenta Aglietti - I problemi del teatro sono tanti. Dalla situazione economica a decidere quale programma si ipotizza e su quale mandato si vogliono fare il nuovo sovrintendente e i prossimi organismi dirigenti. Una discussione a cui vogliamo partecipare anche noi».