Interviene il prefetto: "Molti uffici pubblici a rischio" Non avevano pagato una bolletta da centomila euro allincirca. Per questo lEnel ha tagliato la luce. La Cittadella della cultura di Bari è rimasta ieri al buio: niente elettricità allArchivio di Stato, tutto spento alla biblioteca nazionale perché il ministero dei Beni culturali dal quale dipende la struttura era moroso. «Una situazione surreale» denuncia Pino Gesmundo, segretario provinciale della Funzione pubblica della Cgil. «Stamattina i lavoratori sono dovuti andare via perché erano impossibilitati a svolgere il loro lavoro». Lallarme è arrivato immediatamente alla Soprintendenza che ha contattato gli uffici del Governo per cercare di trovare una soluzione al problema. Per risolvere la vicenda è dovuto intervenire direttamente il Prefetto, Carlo Schilardi. «Abbiamo contattato lEnel - spiega - e abbiamo chiesto loro di risolvere in qualche maniera il problema. Effettivamente la bolletta non era stata pagata ma senza elettricità di fatto si impediva lesercizio di un pubblico ufficio. La società ha capito e ha quindi immediatamente riattivato il servizio». Tamponata lemergenza, resta però il problema. «Effettivamente in questo momento ci sono problemi di liquidità per molti uffici pubblici - spiega il Prefetto - Voglio dire che ci potremmo trovare in una situazione simile anche con qualche altro ufficio. Per questo penso sia importante cercare di trovare una soluzione alla base per non affrontare tutte le situazioni come fosse unemergenza. Da parte nostra stiamo facendo tutto il possibile e oggi grazie al nostro intervento è stato comunque possibile limitare un disagio». «Quello che è accaduto - insiste però Gesmundo della Cgil - è il paradigma di come stanno andando oggi le cose nella pubblica amministrazione. Quella struttura quando è nata rappresentava un investimento culturale importantissimo per Bari e per tutta la Puglia. Purtroppo però per una serie di ragioni è sempre stata sotto utilizzata, non cè stata unattenta campagna di comunicazione, la gente non sa cosa cè a Bari. Per questo una struttura bella e importante come la Cittadella della cultura oggi altro non è che una cattedrale nel deserto». Ieri tutti i dipendenti non sono entrati a lavoro. Oggi dovrebbe essere tutto in regola. «Speriamo - dice Gesmundo - che la sospensione dellerogazione di energia elettrica non abbia creato problemi ai macchinari: allinterno della biblioteca cè per esempio un costosissimo sistema di prelevamento dei libri che chiaramente funziona con la corrente. I dipendenti erano abbastanza preoccupati». La Cgil insiste però sullo sfregio che una vicenda del genere abbia provocato allimmagine «e alla dignità dei lavoratori». «Siamo in una fase forse mai raggiunta nella storia della pubblica amministrazione - dice Gesmundo - Questo della corrente elettrica è soltanto uno delle cose incredibili che accadono negli uffici: nella giustizia ci sono i magistrati che si pagano la benzina, i dipendenti che non hanno nemmeno i soldi per comprare cancelleria ed elastici per tenere i fascicoli. Gli ispettori del lavoro limitano allosso le uscite perché non ci sono i soldi per la manutenzione delle auto o per il carburante. Situazioni da terzo mondo che denunciamo da anni e sulle quali nessuno fa nulla per risolverle».