C'è una firma eccellente, nel ricorso contro l'abbattimento degli abusi edilizi realizzati dalla Ipol e utilizzati in affitto dalla Sonrisa, che ieri è stato respinto dal Consiglio di Stato. E' quella di Carlo Sarro, avvocato da un quarto di secolo, senatore del Pdl da due anni, primo firmatario del disegno di legge che riapre i termini del condono per abitazioni e vani realizzati abusivamente entro il 31 marzo 2003. Proprio Sarro è in prima linea nell'auspicare un decreto legge del governo che, in Campania, blocchi le operazioni di demolizione della case abusive, intraprese dalla Procura generale mesi orsono, in esecuzione di sentenze passate in giudicato. Il senatore ieri era impegnato in Parlamento. Il Corriere del Mezzogiorno lo ha contattato durante una pausa dei lavori a Palazzo Madama. Abbattimenti Una delle ultime operazioni per abbattere case abusive. Sotto: il senatore Sarro Difensore della Ipol, nella professione privata, e paladino, da parlamentare, dei diritti degli abusivisti. Non ritiene che sia in palese conflitto di interessi? «No. Nella formulazione prevista, il decreto legge che bloccherà le ruspe e il disegno di legge che riaprirà i termini del condono non riguardano i vani realizzati con finalità ricettive o produttive, ma solo le private abitazioni. Insomma, non la Ipol che ho patrocinato nel ricorso al Consiglio di Stato». Il centro destra aveva promesso un nuovo condono, in campagna elettorale, ed eccolo pronto. Intanto il paesaggio è sempre più devastato, il suolo agricolo sparisce, frane ed alluvioni provocano lutti. «Bisogna fare una ricostruzione storica e cronologica, altrimenti si perde il filo». Faccia pure. «Il Parlamento nel 2003 votò l'ultimo condono e previde che le Regioni integrassero la disciplina, stabilendo i parametri. La Regione a settembre 2003 approvò una delibera di giunta con la quale dichiarò inapplicabile la sanatoria in Campania. Il governo Berlusconi sollevò il conflitto di attribuzione e la Corte costituzionale accolse il ricorso. La Regione Campania promulgò dunque la legge 10 del 2004 con la quale sancì che si applicava sì il condono, ma con l'esclusione delle aree vincolate». C'era una ratio: evitare almeno lo scempio delle aree più delicate e pregiate. «Stiamo ai fatti. Anche questa legge fu dichiarata incostituzionale dalla Consulta nel 2006, dopo che il governo Berlusconi aveva sollevato nuovamente il conflitto di attribuzione. Nel frattempo, però, erano scaduti i termini per presentare la richiesta di condono, per cui i cittadini campani non avevano avuto opportunità di esercitare tale diritto. Per motivi di equità bisogna consentire loro di sanare gli abusi con le stesse modalità adottate nel resto d'Italia». Intanto, ecco il decreto che blocca le ruspe della Procura e salva immobili giudicati abusivi sulla base di sentenze passate in giudicato. Quale legalità è mai questa? «Lo schema di decreto legge riguarda gli immobili che siano occupati stabilmente da persone che non abbiano altra abitazione e che siano stati realizzati entro il 31 marzo 2003. Abusi di necessità». La somma degli abusi di presunta necessità, per realizzare i quali si spendono almeno 100.000 euro, devasta il territorio. «I cittadini campani sono stati discriminati, all'epoca del condono, per colpa del furore ideologico che indusse la giunta regionale dell'epoca, di centro sinistra, a disapplicare un provvedimento del governo».
NAPOLI Sarro: nessuno scandalo, saniamo gli abusi commessi per necessità
Il senatore Carlo Sarro ha espresso la sua disapprovazione per la decisione del Consiglio di Stato di respingere il ricorso della Ipol contro l'abbattimento degli abusi edilizi realizzati dalla Sonrisa. Sarro è un difensore dei diritti degli abusivisti e ha chiesto un decreto legge che blochi le operazioni di demolizione delle case abusive in Campania. Il senatore sostiene che il decreto legge non riguarda i vani realizzati con finalità ricettive o produttive, ma solo le private abitazioni. Sarro ha anche criticato il governo per aver promesso un nuovo condono, ma non averlo realizzato.
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