Sbloccare subito i piani urbanistici per evitare che l'edilizia sprofondi nella crisi. L'appello arriva dai costruttori della Confindustria che chiedono all'amministrazione comunale di sollecitare i tempi della revisione degli strumenti urbanistici. Era stata promessa per la fine dello scorso anno, ma ancora non è stata presentata. Stefano Varia, presidente di Ance Lucca, pur apprezzando l'intento del Comune di fare chiarezza nel ginepraio della normativa, sottolinea le difficoltà delle molte imprese edili: «Ci auguriamo che l'amministrazione concluda celermente l'iter procedurale ponendo fine ad una vicenda che ha creato molti problemi ai tecnici, agli operatori e, soprattutto, ai cittadini. «Del resto voglio sottolineare che i tempi eccessivamente dilatati con i quali le amministrazioni in genere rilasciano permessi e concessioni, sono oramai un fenomeno diffuso e preoccupante che, di fatto, blocca le imprese e i loro lavoratori per mesi se non anni. «Oggi questi ritardi stanno diventando insostenibili: le imprese, già strozzate dai limiti del patto di stabilità, non possono permettersi di aspettare anni per avviare gli interventi programmati perché purtroppo il mercato attuale non offre altre possibilità. A fronte di un crollo degli investimenti in opere pubbliche (a Lucca nel 2009 si è avuto un -61,5 degli appalti rispetto al 2008) e di un immobilismo ancora persistente del mercato immobiliare (a Lucca -17,2 nel residenziale e -16,1 nel commerciale rispetto al 2008) le imprese fanno i conti con la questione occupazionale. «A Lucca i dati sull'occupazione nel settore hanno raggiunto livelli intorno al -10 per cento rispetto al 2009 e, considerato che il ricorso alla Cassa integrazione guadagni ha limiti temporali ben precisi e molto ridotti, c'è il rischio concreto che siano destinati a peggiorare».